E fu cosi' che mi arrivo' la febbre a NY e non era nemmeno sabato sera
New e' grande. Questo l'ho gia' detto. Quello che non ho detto e' che qui tutto e' IN GRANDE. Anche la pioggia. Le ultime due sere le ho dovute fare rientrando di corsa in ostello per cambiarmi tutta, dalla testa ai piedi passando per la biancheria intima. E avevo la giacca in goretex. Non stupisce quindi che ieri sera me ne sia tornata in ostello con la febbre a 39...
...ma io sono (testa) dura, quindi dal farmacista mi sono fatta dare il piu' portentoso prodotto che avesse. Ho messo la sveglia ogni quattro ore per prendere le pilloline e stamani ero di nuovo fuori.
Dunque, il primo giorno mi sono lasciata andare a lunghe camminate, mezza giornate per trovare un altro posto in cui dormire e poi via lungo la broadway e da li' a union square, la piazza delle proteste dove c'e' una bella statua di Gandhi e una bella e pacifica atmosfera. Come se non si fosse nel messo di enormi palazzoni.
Da li' sono andata alla little italy, a chinatown (dove la faccia da culo che e' in me ha mercanteggiato in modo vergognoso portando a casa due borse, borsellini e quant'altro).
Poi sono andata sul ponte di Brooklyn e me la sono fatta a piedi, avanti e 'ndre'. Ed e' stato veramente, veramente rilassante. peccato per questa cappa di nebbia che continua a rendere impossibile vedere nitidamente. La luce pero' era spettacolare, quando torno posto qualche foto.
Dopodiche' a casa in tempo per non prendere secchiate d'acqua sulla testa.
Ieri mi sono fatta il giro sul bus rosso della downtown, poi ho preso un lentissimo bus e camminato ERE per andare a mangiare da katz's deli. Il ristorante dell'orgasmo finto in "harry ti presento sally". L'impatto e' diverso da come te lo aspetteresti, il tempo non si e' fermato all'ingresso, ma ha impregnato ogni singolo tavolo, ogni singola sedia. Tranne la carne del pastrami, che merita davvero. E mentre mi aggiravo curiosa in questo self service mi dicevo no, non lo fare. E per un po' non l'ho fatto. Ma cosa te ne fai? mi dicevo. e la risposta era vaga e carogna come solo le risposte che vogliono disattendere le domande sanno essere. Un pranzo e una pinta dopo la mia coscienza intorpidita e stanca ha abbassato la guardia quando...ta-dah!!! sono uscita trionfate con un salame kasher da portare alla "sacra famigghia" in modo che a meta' giugno, quando andro' a trovarli, mamma, babbo e nonna possano immaginare il ristorante mentre ascoltano i miei racconti newyorkesi mangiando pane e salame. Adoro rendere partecipe la mia famiglia. Il proplema e' che adesso tutto il mio vestiario puzzera' di salame, cosa che probabilmente limitera' la mia vita sociale dei prossimi giorni. Credo che mio nonno si sarebbe fatto due risate all'idea. Come mi manca.
All'uscita dal ristorante e' arrivata tanta acqua come non ne prendevo da quel temporale estivo che a milano, una ventina di anni fa, aveva fatto tanti di quei danni che ogni milanese che fosse li' lo ricorda perfettamente. Alberi a terra ovunque.
E cosi' mi sono ammalata definitivamente.
Stamani, mentrr alle 9 prendevo ancora acqua a go-go ho preso la decisione. Se acqua deve essere, che siano le cascate. Cosi', dopo aver fatto il giro di uptown sono andata a comprare il biglietto per il bus che parte questa sera alla volta di Buffalo e da li' alle Niagara Falls.
Adesso statua della liberta' ed ellis island. Elicottero su NY, Night tour e poi Buffalo. Penso di andare da li' nel maine, ma questo mio viaggio e' assolutamente modulabile. Penso di tornare a NY ven prossimo, cosi' da riuscire a vedere i due musei che voglio vedere.
besos, marinella
NEW YOR 2006
Non vi diro' che New York e' scintillante.
Vi diro che, arrivando dall'aeroporto JF e percorrendo la tangenziale piu' a New Yor mi sentivo sulla tangenziale a Lorenteggio. E mica scherzo. Poi, mentre notavo che almeno qui, saremo pure a Newyorteggio, ma i grandi palazzoni hanno una omogenea architettura rassicurante, pensavo al numero di serial killer. No, perche' mica sono stupida io. Ehh, cari miei. Sono anni che io mi preparo all'america, io. Quindi so benissimo che questi americani mi devono fare un po' paura. Sono strani, sono tanti e molti di loro sono Alieni. Io credo a quello che mi dice Fox. Eh.
E poi, mentre ero impegnata in questi serissimi pensieri, si spalanca davanti a me la realta'. Certo che e' come lorenteggio. Come TANTE lorenteggio tutte insieme. Da buona milanese sono abituata alla nebbia, quella che quando andavo a scuola mi impediva di vedere un metro oltre il mio naso. Ma qui la nebbia e' alta. o sono nuvole e ad essere alti sono i palazzi. Questo devo ancora decifrarlo. Certo e' che qui, anche il piu' piccolo dei palazzi e' davvero tante volte alto me.
Cosa che mi fa sentire piccola. Mooolto piccola.
Poi arrivo in albergo. ho prenotato sulla settima (che fara' pure figo, ma io mica ho ancora capito dove sono. So che sono a Manhattan. Di fronte al Madison Square Garden). Diciamo pure che mi sono fatta un bel regalo per questa notte.
Alla reception mi assegnano una camera di livello superiore senza addebitarmi alcun costo. Perche' alla receptionista sono simpatica e sono italiana. in realta' piu' che simpatica sono in pieno delirio. Per prendere subito confidenza con il fuso non ho dormito quasi in aereo. E mi sono nutrita della lonely planet. Adesso, qui sono le 10:15 pm. Per il mio corpo sono le 3 del mattino. E sono sveglia dalle 5.
Per trovare un internet point ho camminato tantissimo, ho provato il pretzel (o bretzel ?) che tutti dicono essere buonissimo a NY. Devo ricordarmi di chiedere loro se hanno mai mangiato lo stesso nome a Monaco di baviera. No, perche' quelloli' a me piace di piu', molto di piu'.
Ma NY e' piena di gente per strada, quindi nonostante quella certa insicurezza derivante dall'essere sola in viaggio, scopro che questa tanta gente che mi circonda, quando non mi si avvicina troppo, e' rassicurante.
Che insomma, io qui un po' di paura ancora ce l'ho, ma di cose da vedere ce ne sono troppe per stare a guardare fuori dal vetro.
besos, vado a dormire
ps mmmh. sono perplessa circa l'irish echo