Un grazie a Grainne per essersi manifestata, la aspetto ancora per un the Dublinese e ho pensato a lei in quel di Londra a luglio, ma chissa' (ps se ti va scrivimi pure che magari iniziamo un contatto diretto, io ti avrei anche mandato una mail qualche volta, ma non conosco il tuo indirizzo :)
La polemica 1
Sono stata male. Parecchio. Dopo la diagnosi la soluzione: intervento chirurgico. Da cittadina italiana all'estero non godevo diritto ad essere operata in Italia, giacche' vivo e pago tasse in Irlanda. L'Irlanda (vermanete ottusa in quanto a vero europeismo) non incline a darmi il nulla osta e comunque richiedente tempii piu' ;unghi di quanto potessi permettermi io. Risultato: mi sono dovuta disiscrivere dall'AIRE e rientrare nello stato di residente in Italia, con un sapore di delusione, frustrazione e sconfitta che non ne avete idea, ma questa cosa non finisce qui. Il seguito a venire.
La polemica 2
L'Irlanda si scopre adesso a parlare di multiculturalismo e di ridefinizione di "irlandesita' ".
Io adoro gli irlandesi e va onestamente detto che sono integrata, ho amicizie per lo piu' irlandesi, frequento solo una italiana qui (Antonella) e vista la reciproca inaffidabilita' ;) questo succede veramente di rado.
Pertanto si dica che la mia opinione e' di una immigrata internalizzata alla societa'. Gli irlandesi sono razzisti, in un senso diverso dal quale riferiremmo questo termine ad un italiano o ad un francese. Lo so fa brutto scriverlo e fa brutto dirlo, ma la verita' e' che gli irlandesi vedono il mondo in irlandesi e non-irlandesi, senza dare molto valore al fatto che siamo tutti europei e che ci sono realta' che vanno al di la' dei confini (vedi Polemica 1), senza capire che e' vero che al mondo non ci sono persone di serie diverse, ma e' vero che esiste una realta' prossima (nel senso di vicina) che e' quella che sta ridefinendo tutte le identita' che contiene e pertanto io, cittadina europea, devo godere degli stessi diritti e doveri di qualunque altro in europa e, perche' no, qui in Irlanda. Giacche' non sono solo una unita' economica, ma vivo e faccio parte della societa' che si sta costruendo, io sono un piccolo tassello del futuro, io sono una parte del presente.
Pero' io sono una parte in una sistema che si' deve trovare nuovi equilibri, ma che esisteva prima che io ne facessi parte. E qui entra in gioco il discorso dell'integrazione. La commissione massima interna al corpo di polizia ha negato ad un indiano Sikh (un gruppo di guerrieri religiosi) l'autorizzazione a vestire il turbante sull'uniforme del corpo di polizia (An Garda Síochána) per il quale l'indiano in questione era stato reclutato. Adesso qui c'e' scandalo, urla al razzismo, al dobbiamo difendere tutte le minoranze a tutti i costi. E io qui mi sento il sangue bollire nelle vene. Perche' non e' dando a tutti il diritto di essere qualunque cosa che si costruisce una societa' migliore. Difendo e sostengo la decisione Garda che difende il proprio essere un corpo indipendente a difesa di tutti i cittadini e che pertanto non permette a nessuno dei propri membri di vestire simnboli politici e religiosi quando in servizio. Quel che ciascuno fa nel tempo non pagato dal corpo di polizia (nei limiti legali e del decoro) e' assolutamente libero e personale.
Dando a tutti tutte le liberta' si creano solo il caos e l'appiattimento culturale, nessuno spessore civile e culturale. Bisogna smetterla con questo buonismo a tutti i costi. E un rappresentante dei Sikhs in TV diceva che la persona in questione, se il divieto persistera', non potra' far parte del corpo di polizia, perche', aggiunge, in India si sono ammazzati proprio per quel turbante. E la follia di queste parole, supportate da un idiota conduttrice, mi salta agli occhi infuriandomi ancora di piu'.
Il punto e' questo: vieni in Irlanda (perche' ti piace, eprche' hai lavoro, perche' dove stai stai male) devi a) rispettare regole che non sono necessariamente le stesse del posto da cui vieni. E dico DEVI. Non c'e' storia. b) cercare in tutti i modi, non importa quanto legato tu sia al posto dal quale provieni, ad integrarti QUI. A far parte di questa societa'.
Perche' la vera multiculturalita' non sta nell'avere tante piccole etnie ciascuna con il proprio sistema di regole e i propri ghetti, negozietti, pub, luoghi e abitudini. Il vero essere una societa' matura multiculturalmente e' dato dall'assorbimento RECIPROCO di gruppi etnici e societa' irlandese. Come un membro della commissione contro il razzismo in televisione , Lucy Gaffney, difendendo la decisione dei garda, l'integrazione e' un processo bidirezionale.
Se concediamo questo saltera' fuori un gruppo che e' altamente offeso dalla cosa e che si sente emarginato dalla decisione. I gardai sono poliziotti, vestono l'uniforme, devono dare una immagine imparziali e comune. Sono espressione di uno stato che ha cancellato dalla costituzione una religione di stato, quindi perche' accettare le religioni altrui (che possono essere espresse e praticate al di fuori del tempo del servizio) solo per non essere tacciati di razzismo? Io trovo tutto questo fuori di senno.
La societa' per la quale lavoro (schiavitu' moderma a prezzi onesti, la possiamo chiamare) vieta i jeans sul lavoro, le scarpe da ginnastica, i piercing ed altre cose. E la mega capa se ne sbatte se da dove vieni certe cose si usano. Lavoro qui e le regole sono queste. Vuoi lavorare in jeans perche' per te e' prioritatio? Benissimo, non lavori qui. Mi spiegate la differenza? Ci prova Jasmine, nel terzo link, e mi fa venire dei dubbi, ma la societa' e' "l'insieme di tutti gli esseri umani, in quanto uniti da vincoli naturali e da interessi generali comuni", quindi c'e' bisogno di ridefinire quali siano gli interessi comuni.
Qui un po' di referenze:
http://news.bbc.co.uk/1/hi/northern_ireland/6957844.stm
http://bocktherobber.com/2007/08/sikhs-turbans-and-the-irish-police
http://www.independent.ie/opinion/letters/sikhs-identity-requires-a-turban-1066791.html