"Maria, your smelling fish is on the back..."
La pausa pranzo e' stata divertente. Ho dato una lezione di Italiano ad una ragazza francese. E l'ho fatto al 50% in inglese e 40% in francese. (il 10% restante e' l'Italiano che ho insegnato! ;). Parlando ogni tanto in gaelico con Lesley Ann (la mia amichetta) che di fianco a me pranzava con un collega palsemente ubriaco che anziche' mangiare, beveva!
Al rientro mi fermo alla reception con Anne Laurence che mi aspetta. Kevin, il receptionista, e' al telefono. mi vede. Solleva le sopracciglia in modo assolutamente giocoso e sento che chiede all'interlocutore di aspettare un momento perche' ha una cosa importante da fare.
Mi guarda e con tono che non so descrivere, tra il divertito e la presa per il sedere dice: "Maria, il tuo puzzolente pesce e' arrivato ed e' nel retro..." e i puntini di sospensione c'erano tutti nella sua voce e nei suoi occhi.
Ebbene, siamo salite inascensore perche' io con 7 chili di salmone affumicato puzzolente le scale non le faccio. Eh.
Questo per dire che si sta avvicinando il momento di tornare a casa e gli acquisti su prenotazione arrivano alla conclusione.
ps ovviamente quando mi ha vista alla macchinetta cercando di prendere dello yougurt mi ha detto "no, non trovi pesce li'!". Impudente giovincello :)
Casa mia casa mia, per piccina che tu sia.
Ta-daaah!!! Finito, finito, finito!
L’ultimo sacchetto è stato svuotato. Il trasloco è ufficialmente terminato.
Ed ora, rispettando la legge dell’ordine imparata durante la prima lezione di chimica alle superiori, secondo la quale “ogni cosa in un posto, un posto per ogni cosa”, posso dire che questa casa, per quanto minuscola, è vivibile. Lo dico adesso che sono seduta comodamente sul divanetto, con la TV che mi fa compagnia e la possibilità di muovermi senza fare lo slalom tra sacchetti, buste e bagagli vari.
La zona è sempre quella a nord: che ci posso fare? E’ quella che mi piace di più, da quando sono venuta a Dublino per la prima volta, molti anni or sono ormai.
Qui ci si prepara al Paddy’s Day. Ho un appuntamento con la mia nuova amicizia irlandese e David dopo la parata. Loro due, ai quali si è prontamente unito Johnny (l’acca leggetela a caso, non ricordo dove vada), hanno deciso che faranno di me una vera Dub. Mentre ieri attaccavo la terza pinta di nera guardando la partita di rugby (in uno degli old pub nei quali mi stanno portando questi Dub doc da generazioni), strepitando e urlando cercando di capire se quello che succedeva fosse in nostro favore o in favore della Scozia, mi hanno ribadito: “si’. Faremo di te una vera Dub. E ci riusciremo prima di Natale”.
Adesso, considerando che io vorrei essere una vera donegallese capirete anche quanto per loro sia duro il lavoro, ma il bello è che ieri, nel secondo pub e svariate pinte dopo, siamo arrivati a litigare di storia irlandese, politica e cose varie. Ovviamente è finito tutto a tarallucci e vino, ma quando ci siamo salutati ho promesso a J che cambierà idea sull’Irlandese. Deve aver pensato che io abbia una gran faccia di tolla. Cosa peraltro verissima.
Già perché il primo corso di irlandese è finito. Abbiamo ricevuto il nostro diplomino. Tra un mese inizia il secondo livello. Non vedo l’ora.
All’orizzonte ci sono nuovi progetti, la mia testa è come sempre piena di idee. Dovrei aprire un negozio per venderle.
Comunque, non ringrazierò mai abbastanza lo svizzero tedesco che mi è stato alle calcagna (mi ha testé messaggiato) perché mi ha fatto capire che quando uno non risponde al telefono, non richiama, non risponde agli sms e non regisce ai messaggi in segreteria NON fa tutte queste cose non perché sia stato rapito dagli alieni, vittima di qualche tragedia nucleare o implicato in qualche segretissimo affare quasi internazionale. Non fa perché non vuole.
Io non ho richiamato, risposto, reagito perché a me di questo svizzero un po’ troppo fighetto, un po’ troppo snobbettino, beh, a me non interessa molto. Diciamo nulla. Devo dargli atto di essere molto, ma molto piu’ tenace di quanto io sia stata con colui-che-non-deve-essere-nominato. Cosa che per una amicizia andrebbe anche benissimo, peccato le sue intenzioni siano molto diverse dalle mie.
Cari i miei blogghettini, buona settimana. Questi quattro giorni saranno di passione al lavoro, quasi ogni giorno qualcuno viene licenziato. Poi vi racconto di come sta cambiando l’aria da queste parti.
Un fine settimana in fuga perdendo un altro cappello.
Ehbeh. Da sabato non abito piu' in B. Road. Potrei scrivervi quanto di emotivo ci sia in questo cambio,ma vi svelo solo che B. Road stava per Brian Road e cambiare casa e' un po' come chiudere un libro di cui non si volevano leggere le ultime righe.
La casa di adesso e' la casa di moncicci', nel senso che e' talmente piccola che a viverci bene bisognerebbe essere un peluche, ma avevo bisogno di cuccia. E di cambiamenti. mumble, chissa' quale sara' ilprossimo.
Per ora, dopo lo smarrimnto del borsellino, mi posso vantare di un altro cappello di lana smarrito. Cappello irlandese, verde, del connemara, che mi riparava dalla pioggia come pochi altri. Ne ho uno identico bianco. A Milano.
Il fine settimana e' stato strano, ma intenso e bellissimo. Il trasloco, il mio pub preferito, "faremo dsi te una vera Dub" (questa ve la racconto, presto o tardi!), una amica e la statua del mio aMMMore, altre foto, altri ricordi.
Poi sono apssata in chiesa, perche' se devi dirne quattro a qualcuno vai a dirgliele anche casa. E cosi' mi sono fatta la mia solita litigata con l'altissimo, cosa che in genere mi rimette in sesto. E forse fa sorridere un po' anche lui.
E finalmente, lunedi', camminando alle sette meno un quarto per una Dublino affollata di macchine ho sentito una Dublino irlandese. Che meraviglia.
Lá Breithe Shona duit!
Scusami Francis, non me ne sono dimenticata, ma ultimamente parlare di te diventa difficile.
Ieri Francis avrebbe compiuto cinquanta anni. Se non l'avessero fatto morire di fame . Anche se i suoi occhi li ho visti addosso a suo nipote (e di Francis non tutto e' perso. Quegli splendidi intensi occhi guardano ancora in modo triste e rabbioso il mondo) non posso che provare dolore per un eroe scomparso.