MDD marinella da dublino

asimmetrico resoconto della realta' vista con gli occhi neri in un paese dagli occhi chiari.

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lunedì, febbraio 27, 2006

A nation once again.

Dopo un post come l'ultimo sembrerebbe difficile scrivere qualcosa, ma la vita e' fatta anche di questo.

Il fine settimana e' andato in un modo strano.  La serata di venerdi' ha curato la mia solitudine, anche se in modo temporaneo. E sabato sapevo della marcia degli orangisti, ma chissa' come e' me ne ero completamente scordata.

Anche perche' l'idea di vederli marciare a Dublino con la bandiera simbolo della dominazione inglese mi faceva attorcigliare le budella. Porta alla memoria sgradevoli sensazioni. Immaginavo rigirarsi nella tomba il mio povero Brendan Behan. Che di O'Connell Street aveva detto che e' la strada piu' grande d'Europa (almeno lo era quando lui l'ha detto) perche' gli inglesi non risparmiavano quando si trattava di mangiare terreno altrui. E che quella O'Connell Street vedesse quello scempio arancione proprio non mi piaceva.

Pero' sono rimasta a casa. E di questo mi vergogno. Gia', perche' non dico che avrei tirato pietre, etc, ma certo sarei stata li' a vedere. E invece no.

Comunque, a chi tanto critica i repubblicani (io vorrei conoscere uno ad uno i nomi dei 37 arrestati per mandare loro una lettera di ringraziamento) io vorrei porgere una domanda.

Ricordate che il caro (si fa per dire) Mr Paisley non piu' tardi di tre settimane fa aveva criticato lo zelo con il quale era stata ricevuta la presidentessa irlandese in visita nel nord, giacche' doveva essere trattata come qualunque altro capo estero? Ricordate che gli orangisti del Nord Irlanda NON si sentono irlandesi, ma inglesi? (e guai a chi osa dire che "lo sono" perche' quelli sono coloni "dimmedda")

Ebbene, mi e vi chiedo allora perche' andare in uno "stato estero" a marciare? nota 1 E mi chiedo perche', proprio a loro, quei deficienti del City Council abbiano dato il permesso di marciare. Che poi, diciamocelo, in O'Connell i lavori c'erano da un pezzo. Logisticamente e' stata una scelta veramente idiota.

Capisco di piu' la scelta se la analizzo politicamente. Sebbene non la approvi. Spero si stia facendo di tutto per arrivare al centenario della guerra di indipendenza irlandese (1916) per far si' che le sei contee non siano uk. Il problema e' che i nordirlandesi hanno paura di divenire parte della repubblica. Adesso  percepiscono vantaggi da entrambe le fazioni, mentre divenire solo una o solo l'altra costituirebbe in ogni caso una perdita. In Irlanda non si puzza piu' di fame e il turismo verso l'Irlanda ha reso quelli del nord meno ostili ad usare il trfoglio, anche solo come simbolo dell'ente del turismo.

Pero'  gli unionisti sanno di non essere benvisti. E questa loro richiesta di marciare e dimostrare il loro potre era da disattendere. Assolutamente.

Lo scaricatore di porto che e' in me (quando sono molto molto arrabbiata) direbbe: "Insomma, fuori dai coglioni. unionisti del cazzo."

nota 1  cosa avreste detto, da italiani, se avessero organizzato a roma una manifestazione di parenti tedeschi per la morte di tedeschi, civili e non, in Italia nella seconda guerra mondiale?

postato da: sfigablog alle ore 15:07 | link | commenti
categorie: irlanda
venerdì, febbraio 24, 2006

A colui che ha mangiato. E con il quale dividere un elemento sacro come il cibo e' stato un gran piacere.

Consy e Alice parlando di un dolore.

Questo, che e' un dolore anche per me, mi porta alla luce le mie paure.

Perche' vivere lontani vuol dire non esserci. Anche in mmenti come questi. E soprattutto, e' innegabile, vivere lontani significa perdere qualcosa.

Significa aver perso la possibilita' di vedere questo grande uomo negli ultimi tempi. E tutte le persone speciali che dalla passione della cucina sono diventate passioni nella mia vita.

E perdere la prima parola di  Elisa. E perdere un sacco di altre cose.

Ma le ragioni di ognuno sono troppo private per essere discusse in un blog.

A Claudio, un ultimo grazie per avermi ricordato tutto questo.

postato da: sfigablog alle ore 14:44 | link | commenti
categorie:
mercoledì, febbraio 22, 2006

Sei solo chiacchiere e business cards.

Sono stata di nuovo a Belfast, questa volta in macchina, del tutto indipendente.

Il fine settimana doveva essere un po' diverso, ma la mia febbre mi ha imposto dei cambiamenti, che pero' non rimpiango affatto.

Di solito vi dico come ho vissuto questo e quello, cosi' e cola', ma questa volta la smetto e mi trasformo tutta chiacchiere e business card.

Poi vi raccontero' del mio we a Belfast meglio, ma almeno che sia di una qualche utilita' passare di qui. Insomma!

Il viaggio verso Belfast e' stato tortuoso e fitto di soste.

La colazione allo "Sportsmans" (The Sportsman's Restaurant - Drumasilla, Dundalk) e' stata decisamente buona. Ok, non mi hanno portato il succo di arancia, ma la colazione era perfetta. Perfetto anche il prezzo.

Meno di 13 euro una big e una small. La rimangerei adesso.

La sosta a Newry mi ha regalato la scoperta di alcuni biscotti bicolore con impasto shorts tondo, uno strato di caramello e a bagno meta' nel cioccolato nero e meta' in quello bianco. Il panificio e' quello a sx della chiesa cattolica principale (chi si ricorda come si chiami!) e si chiama velodiro'poi ;) .Accetta sia sterline che Euro. Cosa che gli fornisce dei punti in piu' AI MIEI OCCHI. e poi, diciamocelo, QUEI BISCOTTI ERANO PORCOSAMENTE BUONI!

Il pranzo al Carlingford Marine Enterprises Ltd di Carlingford (Co. Louth - www.carlingfordmarina.ie) e' stato bizzarro. Lei accogliente e cordiale, lui austero, severo, al confine con lo scortese. Siccome in quei giorni stavo mangiando come un maialino in fase di crescita anziche' un pranzo intero mi sono gettata su delle patatine e birra. non l'avessi mai fatto! Le patate in Irlanda sono eccezionali, si sa. Perche' rovinarle con tante polverine, curry e quant'altro, di grazia??? Le peggiori di sempre. Sul finire, ristorante e ristoratore si sono ripresi con una chocolate fudge cake, e solo grazie a quella me ne sono andata contenta. Certo, il posto e' in una posizione splendida e mangiare con tutte le vetrate aperte sull'oceano non mi e' dispiaciuto. Bisognerebbe provare il ristorante vero e proprio, ma per il momento io passo.

Arrivati a Belfast ci gettiamo al ristorante del Crown [Crown Liquor Saloon - 028 9027 9901 - 028 9024 9476 - 46 Great Victoria St - Belfast]

Qui trovate edttagli sull'architettura di questo splendido locale irisharchitecture.com/buildings_ireland/antrim/belfast/19thc/crown.html

Mi ero dimenticata che nel nord nei locali sia ancora lecito fumare, quindi dopo i primi 3nanosecondi di sorpresa mi accomodo nella zona non fumatori e mi gusto delle cozze spettacolari, come solo da Crown. La guinness e' buona come sempre, mentre la cheesecake al limone (ribattezzata "allo svelto") mi lascia decisamente perplessa. Il conto non e' male, 22 sterline in due (a Dublino con 30 euro paghi solo per uno), ma Crown ha smesso di accettare le carte normali. Giusto come informazione. O avete quella con il chip e il pin oppure ciccia. Contanti.

Il mio B&B (vi daro' poi i riferimenti) e' sempre eccezionale. Pulito, accogliente e Paul e' stato ribattezzato da me e Chiara lo scorso agosto come"Paul, l'uomo perfetto". E la sua colazione e' davvero, davvero buona. Superate l'ostilita' verso il bagno in comune. In fondo, la doccia e' in camera. Camera gigante con un lettone e un lettino per sole 54 sterline a notte. 20 min a piedi dal centro e 5 min a piedi dalla Queen's. Posizione comoda per una serie di pub. E per le partenze dei bus turistici. E poi, vi ho detto che c'e' Paul (solo nel we, altrimenti c'e' sua moglie). Mi ha sorpresa trovare una bibbia in camera. Se non ricordo male l'altra volta non c'era.

La "seconda colazione" (si', lo ammetto. nel we ho mangiato come un hobbit) l'ho fatta in un posto che ho sempre boicottato (LondonDerry Arms Hotel&Restaurant - 20 Harbour Rd Carnlough BALLYMENA - http://www.glensofantrim.com/ ) andando alla Giant's Causeway, ma l'altro pub era chiuso e a me scappava la pipi', sniff. Mi sta bene perche' per quanto il caffe' fosse buono la cheesecake con scaglie di cioccolato l'era minga buona, soprattutto se mangiata senza il gelato alla panna che la accompagnava. Anche se devo ammettere, mio malgrado, che ho visto dei fish and chips veramente, veramente buoni all'apparenza. Che quasi me li sogno...

In compenso ottime le patatine del patataro [sempre sulla via principale (Harbour Street) nel punto in cui affaccia sul porticciolo]. E dico ottime perche' erano belle croccanti fuori e morbide dentro. saporite e cotte alla perfezione. Tra le migliori mai mangiate qui in Irlanda. Assolutamente.

La cena da The Spinning Mill (17-21 Broughshane Mill street, Ballymena) non e' stata eccezionale. Buona, si', e il menu' a prezzo onestissimo (2 fish and chips per 5.99 sterline) ha comunque facilitato la cosa. Solo che non e' un pub. E io quella sera avevo voglia di pub e di camino. Non so se mi spiego.

Pero' il posto e' decisamente valido, la rivista con le conseguenze di ciascuna birra interessante e il comparametro del costo delle birre con gli altri pub del paese e' assolutamente divertente. Senza contare che ho mangiato il miglior butter and bread pudding di sempre, cosa che mi ha messa in pace con il mondo intero. Peccato che la crema di accompagnamento non fosse all'altezza della perfezione del pudding, ma lode al cielo per tanta bonta'.

La domenica e' stata piena di Belfast, murales, macchina fotografica piena e Boots chiuso. Pero' la colazione di Paul e' stata ottima. E il pranzo da Mad Butter e' stato buono. La cena a casa mia non la discuto nemmeno...pasta in bianco!!!

Quindi, che aspettate?

Armatevi di piantine, prenotazioni bus o hertz e viaggiate :)

postato da: sfigablog alle ore 13:16 | link | commenti (7)
categorie: irlanda
sabato, febbraio 11, 2006

Quel pomeriggio di quel 15 dicembre era stato particolarmente intenso.

Dopo una settimana passatata a nutrirsi di aria e cose ipocaloriche mi dirigevo in tutta fretta verso l'ambasciata italiana per poter spostare finalmente lamia residenza e far parire il "count down".

Dall'ambasciata il centro non e' cosi' distante con l'autobus, anche quando a guidarlo c'e' un autista particolarmente scorbutico.

Le vie sono tutte affollate di gente piena di sacchetti di carta colorati. In Irlanda piove, lo sanno tutti. Non e' mica un segreto, sai? Eppure qui ti danno quasi ovunque sacchetti di carta per nulla coraggiosi che si aprono alla prima goccia che li attraversa, o quasi. Muoversi in quella folla multicolore era piu' difficile con il passare del tempo e l'uscita della gente dai rispettivi luoghi di lavoro. Facce contente e facce tristi, come ovunque. Come sempre.

Faccio lo slalom alla ricerca delle mollettine da mettere nei capelli, la manicure fatta al volo, le calze comprate in 3 nanosecondi davanti ad una stupita commessa e poi di corsa dal parrucchiere.

L'appuntamento era per soli taglio e piega, maio ho il Xmas Party aziendale e chiedo che mi facciano anche una acconciatura. Una 60enne assolutamente agile mi racconta di quanto sia diventata veloce nel fare le acconciature negli anni 50/60 quando i capelli si portavano cotonati. E mentre lei chiacchiera io vedo il volume dei miei capelli crescere, creescereee.

Due ore dopo sono di nuovo in mezzo alla folla, ma l'orologio mi dice che ho solo 40 minuti per arrivare a casa in tempo perche' il taxi che ho prenotato possa portarmi al castello (la fata madrina da queste parti non arriva, le avro' dato problemi con il fuso o magari la scopa non ha abbastanza autonomia da affrontare l'oceano, boh).

Fatto sta che sono infreddolita alla fermata dell'autobus che provvidenzialmente arriva dopo pochi minuti. Pago la corsa al conducente e prendo posto di fianco ad una ragazza dal volto simpatico. i miei capelli cosi' acconciati ed addobbati attirano l'attenzione.  Se solo non avessi fatto metter in mezzo ai capelli fatti a mo' di bocciolo quei fiorellini di vetro opaco...

L'autobus riparte, sono in pena per le lancette dell'orologio. Mi alzo per chiedere al conducente quanto pensa che ci voglia, anche se conosco perfettamente la risposta.

"Quanto vuoi che ci metta?"

ohibo', non era questa la risposta che mi aspettavo...non so, io dovrei essere a casa tra dieci minuti per avere il tempo di fare una doccia ed essere pronta per il taxi, sa, ho un xmas party e devo cambiarmi...

"bene, dal traffico ci vorrebbero venti minuti, ma cerchero' di fare il prima possibile".

grazie, dico sorridendo, mentre penso che per 1,30 euro questo e' un servizio egregio.

Torno a sedermi, la ragazza vicino a me mi chiede "allora vai ad un christmas party? bello, e' cosi' carino, come ti vesti?".

Nel mentre la signora dietro si complimenta per l'acconciatura, ho fatto bene. sto proprio bene cosi'.

Eh beh, io l'ho sempre detto che questa e' la mia gente. Inizia una chiacchierata a piu' posti sul mio abito (un abito lungo in seta marrone opaca, descritto nel dettaglio) e sul colore degli accessori, perche' non sono sicura. Mostro alla platea la sciarpina di seta oro che ho preso (approvano) e i gioielli fintissimi. Mi indicano quelli con i diamanti. Se devono essere finti che siano vistosi. Eh, beh, ribadisco.

I minuti passano e la piccola cittadina interna a quell'autobus ormai e' in preda a discussioni circa acconciature, capelli, party e vestiti, mentre io e la mia vicina ci siamo addentrate nella geografia. mi dice da dove viene nel Donegal e si sorprende, decisamente, nel sapere che conosco il piccolissimo paese dal quale proviene, ma le dico che io amo il nord e l'ovest e ogni volta che posso viaggio attraverso di essi. Cosi' parliamo della sua penisola, del mio pub preferito nella piazza del paesino e del faro.

Sono passati 15 minuti, arriviamo in B. Road. Il conducente aveva preso parte a qualche brandello della chiacchierata e mentre scendo da piu' o meno ogni riga partono i saluti e gli auguri perche' sia una bella serata. Eh, e buon natale a tutti quanti! Sorrisi che distrubuisco e sorrisi che ricevo.

Anche se Dublino e' laparte peggiore dell'isola, e' sempre irlanda e anche se i dub sono un po' diversi dagli altri, sono sempre irlandesi. Ed io mi sento a casa. Anche su un autobus che corre per me.

 

postato da: sfigablog alle ore 14:36 | link | commenti (7)
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