MDD marinella da dublino

asimmetrico resoconto della realta' vista con gli occhi neri in un paese dagli occhi chiari.

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giovedì, gennaio 26, 2006

Un mercoledi' da leoni

E mi e’ venuto in mente il mercoledi’ di B. Road.

Insomma, io abito ina una via di villettine. Tutte piu’ o meno alte uguali, stile che cambia al cambiare del blocco, ma non cosi’ tanto da darti l’idea di una via “disordinata”.

I miei vicini, ad eccezione di quello cui ho fatto venire un mezzo infarto una volta (posandogli la mano sulla spalla, una buia sera, mentre non sapevo lui avesse le cuffie a tutto volume e non avesse nemmeno visto lamia ombra…) non so nemmeno che faccia abbiano o chi siano.

Pero’ un adesivo campeggia sulla porta, ah ah. State attenti. I vicini sorvegliano questa casa. Eh, c’e’ mica da scherzare. Davvero non so chi siano o come siano. Vecchi,  giovani, famiglie, boh. Li vedo solo uscire come formichine, talvolta la domenica, diretti alla messa.

E poi c’e’ lui. Il vicino che non sopporta la via disordinata.

Il camion della pattumiera passa una volta a settimana. E’il giorno in cui puntualmente perdo il treno perche’ mi ricordo solo all’ultimo nanosecondo utile di dover mettere fuori dal cancelletto il bidone.

La via e’ costellata da tanti bin, messi tutti rigorosamente il mattino per evitare che I passanti li usino come cestino pubblico (in fondo ce ne sono pochi). Solitamente il mio vicino passa dietro al camion e rimette nei giardinetti d’ingresso I vari bidoni. E la strada, finalmente pulita, torna al proprio ordine.

E c’e’ un codice silenzioso in questo.perche’ lui si senta autorizzato ad entrare nel tuo giardino devi lasciare il cancelletto aperto. Cancelletto alto 60 cm che non ha serratura, ma solo una levetta, apribile dall’esterno con il solo sguardo. Tornare a casa e trovare il bidone nel giardino ti ricorda che, per quanto discreto, c’e’un contesto che sa di te e ti ha assorbita nelle sue maglie.

La prossima volta vi racconto dell’abito, dell’acconciatura e delle persone nel bus. O della perpetua, del prete e delle letture.

postato da: sfigablog alle ore 15:34 | link | commenti (3)
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mercoledì, gennaio 25, 2006

Motivi per non tornare?

Grazie alla camera...eccone un altro.

Perche' la mia famiglia non vuole seguirmi? Li' le cose stanno solo peggiorando...

 

 

postato da: sfigablog alle ore 15:15 | link | commenti
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sabato, gennaio 21, 2006

Sogno o son desta?

(post preparato ieri)

Il suono della sveglia cerca disperatamente di riportarmi alla realta' di una qualunque mattinata dubplinese. Le previsioni per radio ieri dicevano che il tempo sarebbe stato asciutto con temperature in discesa. E chi vuole tornare a questa realta' quando qui, infagottata nel mio piumone mi stavo gustando dei bellissimi baci e degli abbracci cosi' colmi di tenerezza che e' difficile credere fossero solo un sogno?

Apro svogliatamente una palpebra. Niente. Sotto il mio piumone ci sono solo io. E poi lui i baci e gli abbracci me li dava sul lungomare qui vicino, in un bellissimo pomeriggio inondato di sole e profumo di sale.

Arrivo al lavoro paurosamente con un'ora di ritardo. E quando lui mi si avvicina parlandomi di questo e di quello non posso non rivederlo attore nel mio teatro onirico personale. Quindi faccio tutto quello che una ragazza fa quando si trova davanti un uomo che ha avuto un ruolo cosi' romantico e bello nel suo sogno poche ore prima. Inizio a guardare ovunque tranne che nei suoi occhi, mi sento in disordine e ovviamente penso, ohcielo, la manicure, il parrucchiere...il chirurgo plastico!

Si accorge del mio imbarazzo e assume un tono rilassato, minimamente marpione del maschio che annusa l'aria.

Bene,ho fatto di tutto perche' la chiacchierata si riducesse al minimo.

Ahh, o mi passa questa vena romantica o il prossimo passo sara' la sindrome da patta nervosa (cit. Andrea)!

postato da: sfigablog alle ore 13:24 | link | commenti
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giovedì, gennaio 19, 2006

AGGIORNAMENTO (dopo una lunghiiissima giornata di lavoro). Ovvero: forse devo smettere di scrivere i post dopo-lavoro!

.mau. non preoccuparti, non e' successo nulla, davvero.

E' un post che parla della fede, del come la si vive e di come essa sia intimamente legata alle nostre speranze, a chi e come vogliamo essere e, perche' no, con chi.

La vita di tutti e' fatta di grandi drammi, ma a volte sono i piccoli che sembra non siamo disposti a sopportare (di qui l'esempio del sarto di Moni Ovadia).

E' che certe ingiustizie, certe tragedie personali, ci sembrano parte del pacchetto vita, quindi sappiamo di non avere altra scelta che accettarle.

Crescere significa anche dis-perare per quelle piccole-grandi cose che invece speravamo davvero fossero diverse. E' crescere un altro po'. Che significa anche prendere consapevolezza delle proprie debolezze.

O no?

postato da: sfigablog alle ore 21:21 | link | commenti
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mercoledì, gennaio 18, 2006

Scioperando contro Dio.

No, non e' una bestemmia. E oggi sono particolarmente dibattuta.

Mi sento un po' come il sarto ebreo che ha perso la fede dopo la telefonata che gli ha fatto perdere tempo sufficiente perche' il ferro rovinasse il suo capolavoro, quando non l'aveva persa in campo di concentramento (andate a vedere lo spettacolo di Ovadia, e' la mia fonte).

Io credo in Dio, a modo mio, certo e me ne scuso con la famiglia cattolica in seno alla quale sono stata allevata (quella di mia madre), ma nelle mie vene scorre pure il sangue della famiglia di mio padre, profondamente atea da generazioni (e non e' banale), avvezza all'ironia e al dubbio.

Non si pensi pero' ad una fede di convenienza, no. O meglio, non nel senso diretto che una frase di questo tipo potrebbe suggerire. Di fatto a mio avviso ciascuna fede e' una fede di convenienza, ma per alcuni credere significa solo sperare che qualcuno li faccia arrivare dove loro non arrivano.

Nella mia vita sono entrata in chiesa per ringraziare, piu' che per chiedere. Al cielo ho alzato gli occhi per benedire, raramente per supplicare.

E non per vanita', so che le cose che non posso fare io non verranno fatte o cambiate da altri, non credo nei miracoli. Forse non ci ho creduto nemmeno quando ne invocavo uno con tutta l'anima, anche se forse quel miracolo c'e' stato, ma come sempre la mano degli uomini e' spesso portata a distruggere e quindi mi sono trovata a ricostruire una vita, senza perdere quella piccola perla di fede che portavo dentro.

L'ho vista poco, quella perla, in adolescenza. La rabbia, il dubbio, l'allargarsi degli orizzonti, la voglia di esssere immortali, la socialita' che ti rende forte pur diventando il tuo limite.


Come tutti, insomma. In quanto a trgedie non mi ritengo da guinness, posso dire che l'autocommiserazione non e' da me (e tendenzialmente non la reggo negli altri). E so di essere fortunata.

L'essere qui e' stato un regalo, decidete voi chi me l'abbia fatto.

...ma una cosa l'ho chiesta al cielo. Una sola, l'unica che sapevo non fosse giusto chiedere e impossibile ottenere. L'ho chiesta, non l'ho ottenuta ed e' sempre piu' lontana da me. Non c'e' sciopero che possa lenire questo dolore, ma ogni dolore ci rende una persona diversa e chissa' chi saro' domani. Certo e' che mi mancano gli occhi pieni di vita e di speranza che vedevo nello specchio solo pochi mesi fa.

postato da: sfigablog alle ore 16:13 | link | commenti (3)
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martedì, gennaio 17, 2006

scema, scema e ancora scema.

l'ho gia' detto che sono scema? No, perch' lo sono ancora di piu'.

Scemascemascemascemascemascemascemascemascemascemascemascema

scemascemascemascemascemascemascemascemascemascemascemascema

scemascemascemascemascemascemascemascemascemascemascemascema.

 

Inguaribilmente.

postato da: sfigablog alle ore 19:59 | link | commenti
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lunedì, gennaio 16, 2006

Ho un post pieno di livore per Ryan Air, ma me lo tengo

Nel senso che non ho il tempo. E siccome non sono lei non ce la faccio in cinque righe. potrei in una:

ryan air di merda

ma non darebbe giustizia al mio fine ed elaborato pensiero.

Comunque, tornando a noi. Sono a Dublino. Per la prima volta da agosto ad oggi ho piangiucchiato un po' quando ho lasciato la mia casetta domenica mattino.

Fragilita' in corso, speriamo fosse solo il ciclo.

Ho finito HP6. Devo polemicare, devopolemicare.

 

postato da: sfigablog alle ore 19:39 | link | commenti (5)
categorie: essere donna oggi, news inutili
venerdì, gennaio 06, 2006

Danze

Il mio cuore ballerino in questi giorni ha piu' di un sussulto.

Ho riso, ho pianto ed ho sofferto. Come tutti.

E ho dedicato un pensiero ai minatori morti, mentre ascoltavo Springhill Mining Disaster con la voce triste di Luke Kelly ad accompagnare le lacrime.

Ed ho preparato il bagaglio, perche'  questo tardo pomeriggio si parte.  Dimenticando il cellulare italiano. Che tornero' a prendere nella speranza di non perdere il volo.

Si', perche' questa volta sono 4 i giorni che passero' a casa. Il numero e' il solito, il 347.

E spero di prendere la coincidenza, a Londra. E di arrivare finalmente a Bergamo. Dove HP 6 e una cara persona mi aspettano. Con forse pure una pizza, qui si spera.

Baci e buona befana a tutti. E se lo dico io...beh, e' buona di certo ;)

postato da: sfigablog alle ore 13:01 | link | commenti
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