Somewhere over the rainbow
Mi piace quelche faccio, mi piace perche' e' qualcosa di nuovo per me.
E mi piace soprattutto per come ci arrivo, il mattino.
Di questa mia ultima evoluzione poche cose sono state scelte a caso.
Non e' un caso la zona nella qualeho deciso di vivere.
E non e' un caso il lavoro che ho scelto di fare.
E ringrazio il cielo ogni giorno per aver avuto la possibilita' di scegliere come crescere.
..ma il caso mi ha regalato l'emozione quotidiana del mare d'Irlanda.
Ogni giorno il treno esce dal sentiero tra le case e si butta sulla costa, regalandomi ogni mattino una meravigiosa nuova emozione.
A volte la luce e' cosi' bella che ti commuovi, altre volte, come ieri, il mare e' cosi' in bassa marea che quasi vedi solo sabbia fino all'altra costa della baia e vedi uccelli banchettare con quei poveri pesciolini.
O come oggi. In pausa pranzo mi piace camminare sul belvedere, sentire gli odori che il vento porta e sentirmi da questo scarmigliare i capelli.
Il mio belvedere e'Un tratto piccolo, poche persone, mediamente gli stessi volti.
Noi siamo i maredipendenti. Anche quando non e' bellissimo, beh, ci trovi li' a mangiucchiare qualcosa.
Ed oggi, girato l'angolo...meraviglia: uno splendido arcobaleno abbracciava deciso la baia di Dublino da parte a parte, con un lembo a bagnarsi nel mare.
Come nei disegni di bambini, le nuvole ne accarezzavano la pancia, mentre lui tutto tronfio, pieno e colorato dominava su noi piccoli impiegati innamorati di quello scorcio sul mondo che ci rapisce anche solo se per pochi minuti.
Un biscotto al cioccolato mi ha tenuto compagnia, mentre io e il ragazzo dai capelli rossi salutavamo il mare, resistendo alla tentazione di buttarci nell'acqua cosi' invitante...la pentola piena d'oro era dall'altraparte!
B Road, today
Una delle cose che ho sempre amato dello svegliarmi quotidiano e' la consapevolezza di tutto cio' che incontrerai per la strada. Che sia la prima o la milionesima volta. Ogni volta qualcosa di quasi impercettibile rende ogni cosa unica.
Come quando mi sono sentita una stranger in a strange land: in coda con gente di ogni dove, a chiedere all’eire ilpps number che mi permettesse di vivere e lavorare qui.
O come quando mi sono avviata per la primavolta verso casa mia. B. Road, numero 100. La strada e’ una tipica stradina cittadina irlandese, di cittadine irlandese pre avvento europeo, intendo. Tutte casettine delmedesimo stile, tutte cosi’ accoglienti gia’ dalmarciapiedi.
PIOVE, cammino senza cappello (l’ho lasciato in macchina, in Italia, sono appena arrivata e non ho tempo di comprarne uno oggi (lunedi’, nda).
La strada e’ la stessa, ma la pioggia e il mio umore mi fanno vedere tutto piu’ grigio. In una via di casette illuminate, la mia e’ tutta buia e spenta (come avrebbe notato qualche giorno dopo il mio taxista alla fine di un viaggio nel quale ci aveva provato piu’ o meno costantemente, “la sua casa e’ cosi’ dark…non c’e’ nessuno…”). Entro, la casa e’ quella che tanto mi era piaciuta, ma adesso sono sola, completamente. E cosi’ ho pensato ai tanti Ali’, Ahmed, etc. che camminano per le nostre strade con la consapevolezza di camminare nel non tessuto sociale. L’incontro con la mia casetta, con tutte le aspettative di cui nei miei sogni l’avevo farcita, e’ stato l’ingresso in un non-luogo. Mioddio che brutta sensazione.
Pero’ io sono comunque io. E da martedi’ avrei dovuto cominciare a lavorare. Con o senza riferimenti ad Augé. Quindi ho invitato Antonella a mangiare cinese con me. Via icq avevamo avviato un chiarimento. O in questo periodo sono una mozzarella ultrasensibile, oppure davvero e’ un periodo emotivamente carico…e non di cose tutte belle e buone. Comunque, la cena e’ stata piacevole, ma dopo cena Anto se ne e’andata e iomi sono ritrovata sola, senza tv e senza radio, in una casa sporca e chiaramente abbandonata di fretta. Con roba lasciata alla peggio negli armadi, trasformati in cestini per l’occasione.
Dopo aver riabilitato il bagno (leggi: pulito fino quasi all’una) e maledetto il mio ottimismo (non mi sono portata il sacco a pelo, dannazione) mi sono rovesciata sul letto con le due sveglie per il giorno dopo.
Del primo giorno di lavoro vi diro’ poi, basti dire che per tutta la settimana ho lavorato (e tanto) di giorno, dale 8:00 am fino mediamente alle 6:00 pm, arrivata a casa sempre dopo le 7 e mangiato poco e male (takeaway) perche’ non avevo modo di iniziare a pulire seriamente la cucina.
Siamo a Sabato, sono in ufficio. La casa e’ passata dal non luogo terribile che era, ad uno spazio che sto personalizzandoman mano che pulisco. E domani vado a comprare tv, radio, kettle e quant’altro.
B. Road, adesso e’casa mia.
velocissimissimamente
- b road nel week end,si spera;
- perche' e' morto FOLON, perche'???
- sono viva, ditelo voi a mamma,grazie;
- non sono superstiziosa, ma qui la sfiga inizia a superare la soglia della tolleranza,ma tutto sommato sono molto felice;
- la famiglia che abitava prima in casa mia mi ha lasciato la casa in condizioni p i e t o s e. Ci sarebbe da chiamare l'ufficio di igiene, cribbio;
- il nuovolavoro e' spettacolare;
- le parti di casa che ho gia' pulito sono spettacolari pure quelle;
- speriamo nel week end.
ad una certa ora di una certa sera
A: Facciamo questa cosa?
B: Si', si', si'ò. Assolutamente si'.
A: Ok, allora io mi metto in gioco completamente per entrambi, questa volta senza paracadute, ok?
B: Si'si'si'. Sono convinta, ti ho detto di si'.
12 ore dopo
A: pronta? si fa?
B: si', cioe'.
A: cioe'?
B: cioe', ci sto ripensando. Cioe', insomma.
A: ...
B: e' giusto un dubbio, nulla piu'.
A: (pensando che quando uno e' troppo felice in effetti deve stare attento, o proteggersi di piu').
ok, io comunque ormai mi sono impegnata, non ci sono problemi.
(ma dentro di te sai che i problemi potrebbero esserci, eccome).
C. Road, today
Volevo intitolare questo post B. Road, ma visto che ho deciso che me lo regalero' lunedi' quel post, vabbeh, becchiamoci questa anteprima da questa mia residenza temporanea.
Domani vado a firmare per la casa. Come dite? Si', l'ho trovata, ma vi spiego meglio lunedi'. Sappiate solo che sono molto, ma molto contenta.
Ho finito quindi di fare l'ospite e vado a vivere in una casa mia. Direi che in una settimana mi sono sbattuta abbatanza per ottenere la base della mia vita futura. Incluso il rimanere praticamente senza soldi pur di dare tutto all'agenzia per fermare la casa.
Sabato e domenica sono a Milano, per il battesimo di Elisa, la mia adorata nipote.
Lunedi' mi trasferisco a casa mia e martedi' inizio il mio nuovo lavoro.
Sono cosi' felice che quasi ho paura :)
Quelli che...update
Quelli che...il colloquio e' andato bene, oh yeah
quelli che...mi merito un regalo: un cd ed un dvd, oh yeah
quelli che...domani aspetto la notizia ufficiale, oh yeah...
quelli che...mi ha mandato un messaggio, oh yeah
quelli che...a volte i sogni sembrano cosi' vicini da poterli toccare, oh yeah.
"Fai attenzione a quello che chiedi, perche' potresti ottenerlo."
Morgana a Ginevra in "le nebbie di Avalon", mentre le consegna un amuleto.
Io questa frase dovrei tatuarmela, l'ho detto dalla prima volta che l'ho letta, ormai 17 anni orsono.
Novella Dante, ospite tragicomica, eccomi qui nella camera di Anto a raccontarvi questi Melanconici primi giorni.
Dublino, fedele alla nostra reciproca promessa di fedelta', mi ha accolta come sempre con un cielo terso e un sole appassionato.
E per la prima volta da quando vengo qui non mi sono sentita "back home". E' strano, e non so proprio come descrivere questa strana sensazione. o meglio si'. Ho lasciato l'Itlalia nel momento in cui la mia vita e il mio lavoro rasentavano lo splendore. Non mi sono mai sentita cosi' determinata e sicura di me come quando me ne sono andata. Certo, determinata e sicura lo sono sempre stata, ma questa volta, per la prima volta in vita mia, senza sensi di colpa.
Sara' la mia rigida educazione cattolica (sapete, a noi insegnano il peccato, l'espiazione, il dolore. Cui fanno seguito naturalmente il perdono e la gioia piena. In fondo, la nostra e' una storia a lieto fine), sara' che sono strettamente vincolata al discorso della responsabilita' individuale e sociale che ho finito con il portare con me piu' zavorra del dovuto.
Comunque, la cosa e' partita in questo modo un po' strano, persino un po' triste. Per certe cose speravo di arrivare qui almeno con qualche certezza, invece sono arrivata proprio nel nulla.
Anche se, il cielo dia loro grazia per tutta la vita, non dimentichero' mai lo splendido sorriso di Mark quando mi ha aperto la porta e mi ha detto "Welcome home, until you want this is your room"! So che Mark e Dawn sono dei veri amici per me, lo sento (e poi, mi hanno chiesto di andare con loro a Praga in Febbraio ;).
Detto questo, lode sia data anche ad Antonella che mi ha spalancato la porta di casa. Lo so che non e' facile per lei avermi tra i piedi, ma e' troppo generosa e certe volte ridere insieme e' proprio una gran bella cosa. Sapete, ridere con qualcuno non e' la cosa piu' semplice del mondo.
Insomma, arrivo, mi sistemo e faccio quel che devo per il nuovo lavoro. Domenica sera decido di andare al pub con Nuria, una ragazza spagnola con la quale mi trovo molto bene. Andiamo al pub e la serata e' stata tragica tendente al drammatico. Io sono andata in quel pub perche' immaginavo che esistesse la remota possibilita' di incontrare Brian, siamo onesti. Ebbene, la possibilita' era cosi' remota che sono uscita di casa abbigliata in modo molto informale, molto poco interessante, ma in fondo eravamo solo io e la mia amica!
Ebbene, la prima parte ha visto la vostra simpatica eroa entrare nel pub e subire immediatamente l'arpionaggio di un losco figuro che, mentre varcavo la soglia mi ha chiesto "sei spagnola?" (datemeltempodentra'!), cosi' gli ho detto di no, ma ho indicato la mia amica. E' venuto fuori che lui e' irlandese e la sua convivente spagnola. Ovviamente lui era alla settima, ottava pinta come niente. Insomma, finiamo con il sederci con loro. Mentre Nuria, suo malgrado, si trova a parlare con questa bella ragazza spagnola nella loro lingua io devo difendermi dal quasi monologo dell'irlandese pazzo che mi dice che le italiane a letto sono le migliori e mi dice che sono proprio una nice girl, very nice, very very nice. Poi, insieme ad un altro irlandese quarantenne strabico ed ad un altro irlandese per lo meno cinquantenne mi usano per fare un corso accelerato on stage di pratiche di abbordaggio nei pub, con l'irlanedse pazzo che insegna, con mio crescente terrore, agli altri due come si seduce una very very nice girl come me. E qui iniziavo a sperare in un miracolo. Ma, come da oggetto del post, al posto del miracolo si e' manifestato Brian dalla porta. Gia' la posizione nella quale ero non mi donava, mettiamoci pure che mi ha trovata ad un tavolo con gente parecchio sfigata, mettiamoci che non mi sentivo per niente nice, giacche' ero praticamente in pigiama. insomma, senza che lo invitassi e' venuto a sedersi vicino a me. Il resto della serata e' stato parecchio imbarazzante. Con l'irlandese strabico che chiede a Brian di dove fosse e Brian che risponde che viene dadovevienelui. Il tizio guarda me e dice "ah, dove hai detto che andrai l'anno prossimo! Quindi lui e' il tuo ragazzo!". Silenzio sul tavolo. Insomma, alla fine rimaniamo io, Nuria e Brian. Gli parlo a monosillabi, lui e' silenzioso. Gli ho detot piu' volte "vai, vai pure dai tuoi amici", ma lui e' rimasto. Ho tracannato la birra a velocita' curvatura, giusto per venire via da li'.
Torno a casa, pronta per affrontare questa nuova settimana. Devo chiedere alla mia amica astrofila cosa dicono le stelle, perche' qui, mi sa che dobbiamo cambiare qualcosa.
ps con la voce di Vulvia: "seguiranno le esilaranti avventure di "marinella cerca una stanza" e il nuovo plot "marinella durante i colloqui di lavoro". Non perdeteli...su diaridublinesiciannel!!!"
Ci sono. Quasi.
Giusto per dire che il mio essere approssimativa prosegue. Avrei poi un post di quelli da suicidio collettivo sulla responsabilita', ma ora proprio non ho il tempo di pensare a come mettere giu' le riflessioni di questi ultimi due giorni. Probabilmente anche perche' mi sento puntiforme. vado a recuperare un perimetro e torno.