
Profumo di more, di mare, di animali. Mucche, cani, pecore. Fiori a fine settembre, vento, nebbia e ascqua che vola. Verde, rosso, marrone, bianco, blu. E ancora infinite girandole di colori. Silenzio, poi musica, poi rumore dell'oceano infuriato. Desiderio di restare, biglietti aerei che ti ricordano una vita apparentemente lontanissima. La sensazione di benessere infinito che quell'aria è sufficiente a darti. Delusione per alcuni cambiamenti, inevitabili, certo, ma forzatamente violenti. Paura per il futuro di una cosa che speravi rimanesse pura. E poi festa tifosi in volo. Milano che mi accoglie con il sole. Sono tornata a casa.
Ieri sono stata alla sagra della patata. Mi aspettavo di comprare tuberi per tutti gli abbinamenti buccia/pasta ad oggi conosciuto, ma a quanto pare alla Sagra dellA Patata i tuberi non sono previsti. Si vede che la simbologia di Oreno (Oregno? Ornago? Orengo? bah) associa qualcosa di mistico a questa festa.
Sbandieratori, torneo medievale buoni/cattivi con un cattivo (detto "bellicapelli" decisamente affascinante). Comunque me ne sono tornata a casa con un anello di argento e rame davvero carino, con un cionvolo di vetro altrettatnto bello e una porzione divorata alle ore 18:00 di gnocchi al gorgonzola. Gorgonzola vero, intendo. Insomma: è stato bello il pomeriggio del dì di festa ;)
Sabato ho fatto ciò che dovevo fare, miracolosamente tutto. In più sono due giorni che cerco in modo sempre meno razionale il plico dei biglietti da visita irlandesi, con i posti in cui mangiare, etc. O cielo, che qualcuno mi aiuti!
Mumble, però per la vacanza ho comprato due libri: grazie, di Pennac (testé uscito) e girls di kelman.
Parlando di quest'ultimo: l'ho solo iniziato, però...mah, mi sembra scritto in modo troppo prolisso. Per descrivere il corpo di una donna lui vorrebbe dire gnocca/figa etc. ma per dimostrare che non è così si spertica in periodi noiosissimi.
Insomma, considerato che mancano tre giorni alla mia partenza e che navigo nel fango a livello di organizzazione...beh: mica male!
Bene, Tony Blair si ricoda che aveva promesso di riattivare il processo di pacificazione in Irlanda del nord.
Non sarebbe male che se ne occupasse. Certo, dopo la questione della caccia alla volpe di ieri. Che certamente occuperà le menti degli inglesi molto di più.
L'articolista, ieri, sottolineava candidamente come in Italia il barbour sia indumento da cittadino mentre in Inghilterra è quello degli stallieri. Da recuperare in versione cartacea.
Pigrozioso venerdì
Sbuff, siamo a venrdì e ancora non ho avuto modo di riprendermi dalla notte brava di spiderman2. Siamo andati a vederlo, all'uscita abbiamo incontrato abietto che io ho vergognosamente chiamato asphalto.
Siamo tornati a casa, chiacchiere fino a tardi ed eccomi con due occhiaie buone per metterci la spesa al supermercato! Compli, certamente, il mattutino risveglio di ieri e lìora cui sono andata a dormire, ma insomma. Ho fatto fatica ad alzarmi oggi :)
Riposare domeni? non se ne parla nemmeno. Otorino alle 08:30, estetista alle 10:00, polizia postale 12:00, giro con amica dalle 14:00, preparazione dei tortelli sul finire della giornata, in modo che siano commestibili domenica. E domenica devo sistemare un mucchio di documenti (maledetti traslochi): voglio il teletrasportooooo
Comunque, nel periodo della ripresa, mettiamoci che ho ritrovato il giallo di Lord che non trovavo più. Lo considero un bene. Quindi domenica, finito di riordinare i documenti mi darò alla conclusione dei due libri che sto leggendo e poi passerò a finire un set di bavaglia etc. A cena con Luca e già mi accorgo di parlare di un accumulo di debito di sonno :)
E l'aria fresca del mattino è un piacevole promemoria di quanto sia bello l'autunno.
Versioni e INversioni di tendenza.
Insomma, diciamocelo. Non sono una che si scoraggia.
Quindi per quanto abbia frignato al momento della scoperta, direi che tra 23 giorni metterò la parola fine alla storia del furto del motorino (eh, sì. sette giorni fa me l'hanno rubato).
E poi basta stare in attesa degli occhiali nuovamente persi e più ritrovati. Ieri ho preso e sono andata a rifarli. Spero ritrovino il modello di quelli che avevo. Un mio amico mi diceva che ero sexy quando li indossavo: vai a capire le perversioni altrui ;)
Via con le cose brutte e vecchie del passato: se posso, aiuterò il magistrato ad incastrare quei simpaticoni che hanno messo il mio account mail nelle peggiori liste del pianeta, ma se anche non ci riuscissimo amen. Io sto bene e tanto mi basta.
Via quegli ormai cinque chili che ho preso da marzo ad oggi, due in fondo li abbiamo già lasciati dietro di noi.
Di nuovo hammam, parrucchiere più spesso ed estetista tutte le settimane. Coltivare solo l'orto delle meraviglie che c'è in ogni testolina va bene fino ad un certo punto. Lo specchio va varcato. Mi piace sentirmi bene, e per farlo devo curarmi di me a tutto tondo. E anche il tondo mi piace ;)
ps Spiderman 2 ieri sera mi è piaciuto pure quello :)
W gli sposi
Ieri mi sono imbattuta in questa trasmissione su RaiTre. E me la sono guardata, purtroppo non dall'inizio.
Ebbene, si parlava della dificoltà per le persone comuni (quelle che non hanno le spalle coperte da papy e mamy per intenderci) di mettere le basi per un futuro un po' più stabile e che diventi magari la base di una famiglia.
Io sono una frignona, si sa. Quindi, obbediente alle sollecitazioni musicali, mi sono commossa con Silvia (spero di ricordare bene) nel sentire la sua frustrazione di fronte ad una situazione nella quale lei fa quel che può, quel che la società si aspetta da lei e comunque non è sufficiente. Vorrebbe avere un figlio, ma sa di non poterselo permettere.
E poi di fronte al padre di famiglia costretto ad usare lo stipendio della figlia apprendista (500 euro) per pagare le rate della macchina.
E poi gente che di problemi non ne ha, ma comunque lavora per non averne e gente che di problemi non ne ha e non ne conosce nemmeno l'odore.
Il mix tra possibilità e impotenza è ben gestito e alla fine, quando il padre di Silvia dice che lui, con il suo stipendio da operaio a porto Marghera ha comprato casa e mantenuto moglie casalinga e figlia ti sembra che sia questo sistema ad essere ingiusto.
Alla fine della trasmissione senti che le cose non sono giuste. Non sono giuste per come sono. E un po' ti arrabbi con la trasmissione. Già, perché in fondo hanno detto quanto sia difficile per una coppia raggiungere certi obiettivi, dimenticandosi che c'è chi certi passi cerca di farli da soli. E non per paura del matrimonio o delle unioni, semplicemente perché quando senti la pulsione a compiere quel passo sei da solo. E da solo lo affronti. E così rabbiosamente ricordi che il mondo per quelli che contribuiscono da single al sistema pagando le tasse, i biglietti del tram e tutto il resto è meno garantista rispetto alle altre conformazioni più o meno stabili. E ti senti anche un po' peggio, perché le previsioni sono per lo più di un peggioramento. E la cosa peggiore è che il tuo non è un pensiero originale. E' così condiviso da essere banale, di default.
Poi ricordi un rimbalzo di commenti con lui e la senzazione di frustrazione e impotenza si trasforma in rabbia verso la trasmissione che sottindende che i problemi siano qui e adesso, ma come se le cause fossero da ricercare qui e adesso. E allora mi arrabbio. Mi arrabbio perché non dico che sia sempre giusto adottare un atteggiamento eziopatogenetico (che a volte ti sega un po' le gambe e perdi di vista l'obiettivo), ma parlare della situazione economica perdendo di vista CHI ha goduto di benefici che oggi ci hanno portato qui sarebbe come parlare dell'IRA e dimenticare che l'Inghilterra ha una colonia nel nord Irlanda, in Europa!
E quindi provo rabbia per chi, pensionato, non aiuta i propri figli (che contribuiscono a pagargli la pensione) garantendo per un mutuo che altrimenti non verrebbe dato (è successo, non a me, ma è successo). O per chi si lamenta dopo aver votato senza pensare. O per chi accetta passivamente il disastro, per chi ad esempio lavora per supplire allo sciopero altrui. E così nel tessile del nordest (luogo a disoccupazione zero epr antonomasia) quest'anno ci sono 1300 persone a casa. perché altrove costa meno.
E sconfitta mi butto sul letto a leggere un giallo. Lì c'è dell'orrore, ma non è sociale ed è lontano...
Studio del mio terapeuta:
"dottore, inizio a pensare che la mia vita sia un film...la cui sceneggiatura però sembra scritta da un pazzo!"
Milano, quartiere Isola, lunedì sera.
Andrea viene a prendermi sotto casa. Come sempre è puntuale. Sentito il trillo sul cellulare mi avvio con il golfino di cotone giallo che mi piace tanto, i jeans ubti a quel vanitoso di fratello che mi ritrovo e un paio di scarpette da ginnastica. Onestamente stavo bene.
Mezza zoppa e mezza no mi avvio verso la macchinotta che attende.
Saluti, baci e chiacchiere di apertura. Dopo pohi istanti siamo di nuovo allo stesso livello di confidenza dell'ultimo incontro. E' divertente prendersi in giro, è divertente giocare sulla reciproca autoironia. Soprattutto quando nessuno dei opsti in cui volevamo andare a cena è aperto. E poi ti torna in mente quell'enoteca, quel wine bar visto mentre si passeggiava la volta della caduta in moto. E, complice la mancanza di alternative decidi di provare.
Beh, il posto è questo. Mentre attendo che Andrea parcheggi, siedo tranquilla nel posticino e come fosse musica ascolto la telefonata in veneziano del proprietario. I cuochi sono giovani, ma sembra che sappiano il fatto loro. lo si capisce da come armeggiano strumenti e pietanze.
L'interno è un omogeneizzato di stili differenti, lo stile del non stile. L'accoglienza calorosa, ma non "melensa".
Insomma, ci sediamo. Ordiniamo un antipasto misto, sarde in saor, caponata di melanzane circondata da due zucchine grigliate e una sorta di spalmabile fatto da burrata schiacciata e bottarga su un crostino di pane. Antipasti decisamente buoni. I grandi piatti di pesce mancano dal menu, cosa che mi fa guardare con apprezzamento e stima il gestore. Mai fidarsi di chi ti piazza pesce fresco il lunedì.
I primi che prendiamo sono: un piatto di gnocchi di patate (rigorosamente fatti da loro) al pesto con funghi porcini a pezzetti ciccioni distribuiti sopra (io) e spaghetti integrali al nero di seppia con seppiolininine (lui).
Finita l' "ombra de vin" offerta dal locale ci buttiamo su una bottiglia da mezzo litro di Morellino di Scansano. Voi direte che il rosso con il pesce è come il cavolo a merenda, quel rosso poi. io vi dico: chissene. Sui miei gnocchi ci stava bene, sugli spaghetti non so. Finiti i vini ci diamo al caffè. La cena mi è stata offerta, ma il simpatico gestore non ha fatto del conto un segreto (e fa bene ;). 44 euro. Che considero ben spesi. Un posto in cui tornare.
Maschietti, con qual desio ho atteso un vostro cenno per un sì gradevole pensiero.
Finirà che gli regalerò un biglietto Ryan Air.
E' single. Ripeto, donzelle, è single. Un single interessante. Aggiungerei.
Congratulazioni Nando!!!
Il fratelloccio mette a segno un altro colpo magistrale: passa l'esame!
A furia di ricamar bavaglie sono pronta per il trasferimento in una casa di cura dove passerò il resto dei miei giorni a fare lavori manuali. Oggi inizia l'asilo per tutti i bimbi da me bavaglinoasciugamaniricamatimuniti.
Ho letto, ma non tanto. In casa c'è stato il solito colpo di scena del we e la domenica è stata così emotivamente parecchio carica.
Ho quasi ripreso a camminare, sentiamo l'ortopedico che dice. In ogni caso la gamba deve capire che qui, tra SOLI NOVE GIORNI, si va in Irlanda e non voglio sentire scuse ;)
Detto questo, stasera sono ad un "Freedom Aperitivo", di un mio amico scampato in questo anniversario ad un matrimonio che non lo avrebbe forse reso felice. Ebbene, ho bisogno di suggerimenti: che gli regalo??? Grazie a chi mi fornirà un aiuto :)
Ebbene, questo pezzo letto su webalcioccolato mi ha fatto pensare che sì. Per certe cose è così che lo vorrei.
In particoloare, vorrei che sorridesse spesso, che sorridesse a me. Vorrei che avesse memoria, di me e delle cose. Vorrei che avesse cura di me e non che si prendesse cura di me. Vorrei che fosse musica per le mie orecchie. Vorrei che pensasse al mio corpo come ad un bellissimo ed insostituibile luogo di gioia comune.Vorrei che comprendesse, anche le poche volte in cui preferisco il silenzio. Vorrei che amasse qualcuna delle cose che amo io, ma non tutte. Vorrei che avesse passioni proprie e una indipendenza mentale. Vorrei che fosse autosufficiente in casa. Vorrei che fosse una persona con la quale crescere non fosse una guerra, ma una passeggiata. Che avrà pure le pozzanghese e le foglie secche e i rami sul suo percorso, ma che valga la pena di essere affrontata.
Ovviamente questa è una bieca banalizzazione, ma sto chiudendo per andare a casa.
Buon fine settimana a tutti, soprattutto ai single ;)
ps mi rivedrò Bridget Jones, giacché per la gambotta me ne starò due giorni in casa, tranne una finestra temporale sponsorizzata da abissi :)
ps2 poi vi racconto del dentista di ieri
Informazione di servizio
Icq si è sbranato la mia contact list.
Pertanto, vi chiedo per favore di ricontattarmi via icq #289439295 utente verysnow in modo che possa costruirla nuovamente. Se non avevate il mio numero di icq, ma volete comunque contattarmi, fatelo pure.
merci :)
Ebbene, è passato qualche giorno. Venerdì avevo un po' di cose da chiudere qui in ufficio e corse da fare fuori.
A un certo punto ho immaginato il dolore degli altri, ma era troppo. E di fronte al dolore resti in silenzio.
E poi rimani invischiato nelle tue piccole cose, che sono nulla, ma magari ti scombinano un po' di programmi.
Come quando sabato al risveglio ho preparato il pane per la colazione e, nello sgranocchiare qualcosa mentre il pane cuoceva, ho distrutto un quarto di un molare.
O come quando, nel pomeriggio, dopo aver trovato il medico che cercavi da un po', scopri che a causa di tua sorella lo scooter è a secco, rallenti sul ponte di Repubblica e un furgoncino di qualche mercato di butta fuori strada mentre tu rallentavi con la freccia per segnalare la tua volontà di accostare in corrispondenza del semaforo.
Quelli che mi sono passati di fianco, sterzando quel minimo che consentisse alla loro carrozzeria di non essere disturbata dal mio motorino per terra, non si sono fermati a darmi una mano. Il tizio è scappato via. Quando bastava che qualcuno mi aiutasse a liberare il piede. Il piede l'ho liberato da sola, ma per fortuna dopo qualche minuto un carabiniere si è fermato e mi ha aiutata a tirar su il piccolo e dolorante sono tornata a casa,
Della domenica passata a leggere Ellery Queen per poi ritrovarselo come bella sorpresa in TV. Del pomeriggio a ricamare e della gamba che non smette di far male. Del lunedì in ufficio, del dentista che ti dice che il dente sta bene, ma va sistemato.
Del pronto soccorso, dell'atmosfera assurda, surreale che si respira. Della struttura vecchia, del pipistrello che entra a farsi un giro, delle proposte di partite malati/accompagnatori per ammazzare il tempo e magari qualcuno di quelli in fila. Delle chiacchiere in sala d'attesa, delle mie radiografie, del gesso molle e dei due piani a piedi del rientro. Insomma, delle stampelle che da oggi porto: rischiando la vita ad ogni passo ;)
Quindici giorni di riposo assoluto, questo m'han detto. E sono qui, in ufficio. Ad accogliere i clienti con un sorriso come nulla fosse.
Abbonamenti:
Sono abbonata alla vita, ma questo è successo ormai 29 anni or sono: mi verrebbe da dire con un versamento di liquidità di mio padre sul conto di mia madre, ma mi sembrerebbe osceno.