Da brivido come vola il tempo quando ci si diverte...
Ringrazio chi si è preoccupato per la mia assenza. E' piacevole scoprire che il tuo "vuoto" viene percepito :)
Son passati sette giorni e di cose ne sono accadute: per fortuna solamente tanti impegni e poche tragedie.
Ieri sulla mammamobile sono partiti mamma, nonni e sorella. A casa ci siamo io, il fratello e il cane.
Domenica sono stata ad 25mo ed ho scoperto che non è vero che alle feste di matrimonio si rimorchia. Anzi, ho scoperto una cosa peggiore...tra poco abbraccerò la definizione sociale di zitella ahahah ;)
Questa sera, giacché sarà la prima di quiete dopo molto tempo, ho intenzione di fare il pane suggerito da restodelmondo.
Il week end si profila nella conclusione di una raccolta di racconti gialli di due tra i miei detective preferiti, anzi, certamente i miei preferiti: Elllery Queen e Nero Wolfe (insieme all'immancabile Pepe).
.mau con la sua affermazione -che definizione di "domani"...- riporta alla mia memoria la mai conclusa discussione con l'ex fidanzato sui viaggi nel tempo. Quell'aspetto della nostra coppia mi manca molto. Il saper parlare di cose divertenti e interessanti con argomentazioni ricercate. lo stimolo a capire di più per litigare meglio con l'altro. E il litigio in quei casi non è che un gioco.
E' morto Tiziano Terzani. L'ho sempre ascoltato volentieri e ne ho sempre rimandato la lettura. il domani che non arriva mai, il domani in cui vuoi rendere tributo ad una persona prima che questa scompaia. E poi la vita, le urgenze, pathos più forti, libri che ti attraggono di più. Rimandi. E magari rimandi la costruzione della coscienza sociale, della cultura della responsabilità per quello che le tue azioni producono e dell'amore per la vita che ti circonda.
Intanto, quest'oggi, arrivando a Milano dalla periferia nord scopro che a Baranzate di Bollate è saltata su una azienda che stoccava rifiuti tossici e una densa colonna di fumo nero invadeva l'aere e l'orizzonte. Fortuna che non c'erano ne' vento, ne' pioggia...Erano le 7e40 quando passavo da quelle parti, quindi la viabilità era ancora normale.
La nius bellissima è che sono riuscita a scaricare il concerto di Torino del 2001 degli U2. Ecco.
Buon fine settimana
Dopo le belle discussioni su d/Dio e sulla fede il passo successivo non poteva che essere quello dell'interrogarsi circa il potere che l'uomo debba avere (nonostante le capacità) sulla formazione della vita.
Peccato che da ieri sera la mia vita sia freneticamente (e in qualche modo rabbiosamente) intasata, oggi avrei scritto qualcosa in merito. cercherò di recuperare domani ;)
addenda
mi sono dimenticata di aggiungere che, a farmi imbestialire, è il fatto che questo serva ad alimentare le casse dell'esercito...italiano.
se servissero soldi per un esercito europeo, seppure comunque malvolentieri, non mi lamenterei, ma così...
L'aumentarsi del divario sociale: gli atti sociali che non hanno vergogna
per non farla ancor più lunga: da qui scopro che la manovra di correzione economica con un piede di porco prende di qua e di la', proprio come farebbe un ladro: d'estate a condominio quasi deserto. Le cose fatte per bene si fanno quando i diretti interessati non possono difendersi, così questo governo sembra essere ormai abituato a fare.
La notizia in sé, più di tanto, non mi crea disagio. Devo ritenermi fortunata se riesco a concludere un passo grande come quello dell'acquisto della prima casa, di certo non arriverò ad averne una seconda in tempi così brevi da preoccuparmi del 10% in più di tasse da pagare. Il 10% di nulla resta nulla.
La cosa in sé mi ha procurato inizialmente un piccolo brividino di piacere, devo ammettere. Però, però...
Però poi ci pensi e ti fai un profilo di quelli che hanno la seconda casa. Un bastardo che ha affittato la sua 3^ casa al mio ex fidanzato ha tre case, i suoi figli ne hanno tutti _almeno_ due. Mi dispiacerebbe se costui pagasse di più? no.
Costui pagherà di più? no.
Chi ha già tanto avrà problemi? no.
La mia mamma e la mia nonna che sognano una casetta dove rifugiarsi per scappare allo stress cittadino pagheranno? Sì. perché loro una seconda casa ANCORA non ce l'hanno (beh la nonna sì, al paesello) e se riuscissero a trovare qualcosa dal prezzo non vicino a quello che farebbe un usuraio loro sì che avrebbero un costo in più. Però, se ti puoi permettere una seconda casa metti in conto di spendere il 9% in più. Ci sono sempre più persone che non riescono nemmeno a prendersi la prima e per queste persone io ho il massimo rispetto e la massima solidarietà.
[ Sono molto polemica e avvelenata per il discorso immobiliare. La gente che è arrivata e ha comprato a destra e manca (la Estrada, i Berlusconi e tanti altri) a Milano hanno reso la città abitata sempre più da gente _di merda_ che pensa che basti avere la macchina trendy e la casa in una zona fighetta per valere più degli altri.
Io abito in un quartiere che era popolare (Niguarda): un piccolo borgo che era considerato periferia di Milano. Fino a dieci anni fa vicino casa mia c'erano i campi (e la nebbia, quanta nebbia!). Un quartiere autosufficiente, nel quale le due cooperative principali (una rossa e una democristiana) si contendevano i voti a suon di case affittate a prezzi onesti.
E adesso, arriva gente che non sa niente della vita nella quasi periferia, che scopre che ehi, qui ci sono i mezzi pubblici, che ehi, questa è l'Isola (bastardi, lo sapevate almeno che quella era l' "isola dei ladri"?), che ehi, questo e quello e alla fine io che sto per prendere casa devo rinunciare al mio legame con il territorio, al mio sentire mia la zona, al vissuto che ho qui (e non altrove) perché ci sono un sacco di appartamenti in affitto a prezzi osceni (seconde e terze case di gente che ha investito) e case che devi pagare anche solo per vederle dall'esterno.
Un giorno discuterò, cercando di farlo con meno livore, del senso di responsabilità che dovrebbe accompagnare qualunque movimento economico, ma ora no.
Inoltre, per non perdere il filo non sto qui a parlare del cambiamento del modello evolutivo e dell'impatto sociale di questa cosa.]
Tornando alla "seconda casa delle libertà" (cit. da Il Manifesto di oggi) la questione diventa questa: molte delel manovre che sono state messe in atto non hanno fatto altro che impoverire la classe più debole e ricattabile, ridurre un minimo alla volta l'agio della cosiddetta borghesia (lo strato sociale cuscinetto che non esiste quasi più) e arricchire lo strato maggiormente ricco della società, portando ad un effettivo aumento del divario tra la testa e la coda della stratificazione sociale.
Senza parlare del fatto che la manovra porta dallo 0.25% al 2% la tassa di attivazione di un mutuo agevolato (prima casa).
Ieri parlavo con un agente immobiliare (il quale voleva vendere al mio ex fidanzato una CROSTA a desio di 35 m2 per 87 mila euro!!!) del fatto che ormai si presentano da lui persone che non hanno nulla e chiedono un mutuo del 120% per sfuggire al ricatto dell'affitto e prendere un buco, una cosa anche piccola, ma che sia di proprietà. E mi chiedo: può definirsi vivere la pratica di rinunciare ad una cospicua parte dello stipendio per vivere male, magari in un posto piccolo (visti i prezzi chi ha problemi fatica a a comprare anche un 50 m2!) e vivere di rinuncia e di privazione?
La mia intima speranza è che a pagare prima o poi, ma pagare sul serio, sia anche chi puo' e non fa nulla perché questa agonia degli indifesi non conosca la parola fine. E qui la smetto perché divento veramente cattiva. Nel 2004 in un paese occidentale nel quale la distribuzione del benessere dovrebbe essere maggiormente omogenea. Perché io che contribuisco al corretto funzionamento del paese, pago le tasse (e le ho sempre pagate volentieri) non devo godere del beneficio che il mio operato contribuisce a generare?
E perché la mia amica che si è messa in moto per ridurre le spese, giacché paga 750 euro di affitto per un bilocale, e riuscire così a comprare casa deve pagare il 10% in più rispetto al previsto solo perché l'angolo che è riuscita a comprarsi, non senza fatica, al catasto è indicato come laboratorio e non come casa???
Ditemelo voi, perché a me aumenta il rancore al solo pensarci.
I tassisti di Milano
(o di come sono andata da Niguarda in via Anfossi e da qui sui Navigli)
Appuntamento ore 19:00 in via Lagrange. Non conosco i navigli, ma raccolgo la sfida: posso farcela :)
ore 18:15 - Milano, Niguarda, casa mia.
L'impavida avventuriera è appena tornata dall'ufficio. Sa di avere il tempo di una velocissima doccia prima di rimontare in sella al destriero e correre verso nuove avventure.
ore 18:35 - Milano, Pl.e Istria, colonnina dei taxi
L'amazzone chiede la prima informazione "dov'è via Augusto Anfossi?". il giovane tassista, non indifferente al fascino del motoricchio, mi indica una strada (che si rivelerà poi quella piu' contorta, ma è maschio).
ore 18:50 - Milano, punto non precisato del centro, semaforo rosso e alcune richieste di aiuto dopo...
Una tassista donna dall'aria molto pratica mi suggerisce di andare in cinque giornate e di chiedere lla colonnina dei taxi successiva.
Lei, in quanto donna, ha capito che mentre un semaforo sta per diventare verde è inutile cercare di condensare in tre secondi le istruzioni per un intero percorso. mi indica saggiamente lo stop successivo più utile.
Un tassista gentilissimo dopo sono in Via Anfossi ore 19:03 in una delle pasticcerie milanesi che preferisco: Antica Arte del Dolce dei fratelli Knam.
Parcheggio incivilmente sul marciapiedi, entro, compro ed esco con questa deliziosa tortina alla pasta di mandorle e peche (mmmm, la crosticina, scopriremo a fine cena, è veramente porcellosa).
Da qui una passante mi indica come arrivare in piazzale Libia (io mi ero anche stampata tutte le cartine da maporama, ma andare in modo e consultare è peggio che fermarsi e chiedere...) e dopo poco trovo l'ennesima colonnina di taxi.
ore 19:10 - Milano, chi sa dove, colonnina dei taxi
Un fighettissimo tassista Giovane approfitta del mio smarrimento e mi descrive nel dettaglio (aho', so' maschio e pure 'mparato...guarda che conosco il mio mestiere) il percorso e sorride quando gli dico senza mezzi termini che certamente mi perderò, quindi è bene ridurre l'agonia e indicarmi come arrivare allo stop successivo. Il tassista, convinto del fatto che nessuno può essere così svampito da perdersi in un percorso così breve, insiste nell'indicarmi di nuovo la strada. Riparto e già so che di tutte le informazioni quelle che userò saranno quelle fino al tassista successivo.
ore 19:20 - Milano, chi sa dove, palese abbordaggio di tassista che sta scaricando cliente e pacchi
Il tasista, sui sessant'anni è ben disposto. Si stupisce che io, giovane come sono non sappia muovermi con disinvoltura in zona navigli. Mi spiega che è lì che si muova la vita dei giovani di oggi. Al che gli dico che il mio naviglio preferito è la martesana. In bicicletta. Sorride e capisce che, nonostante il motoriccio trendy, sono una che non è alla moda ne' tra quelli alla moda, ne' tra quelli alternativi alla moda. Mi spiega bene cosa fare e dove andare. Siccome capisco di essere in orario non mi abbatto e lascio che chiacchieri un po' con me, in fondo mi sta raccontando cose piacevoli.
Alle 19;30 perfette, senza ritardi ne' errori sto cirifonando. I miei ospiti mi accolgono con un sorriso e con un'ottima cena.
Incredibilmente, non mi sono persa.
Sai perché per fecondare UN ovulo ci vogliono milioni dispermatozoi? Perché nessuno si ferma a chiedere la strada...
restodelmondo c'è il cast completo!!!!
(se non l'hai già visto: scopro che l'aggiornamento è del 6 luglio, sciocca che non sono altro)
Notizia - Cinema
E su CG cosa ho hanno appena letto questi miei splendidi occhioni???
Che la voce del principe azzurro in Shrek 2 è quella di Rupert Everett (sospiro e flapflap di ciglia).
Egli ha una bellissima voce e ha dimostrato di saperla usare bene anche nel canto (il matrimonio del mio migliore amico, il duetto con robbie williams)
Perché, perché non esiste un Rupert Everett anche (tutto) per me????
Perché ci piace tanto Bridget (post ad alto contenuto lipidico) - Conclusione post recente
L'analisi critica del contesto in cui vive Bridget non è una critica negativa. E' un insieme di osservazioni.
Ciò non toglie che il film sia brillante, alcune frasi siano eccezionali (le riporterò questa sera) e tutto sommato il messaggio sia incoraggiante.
Bridget, pur se non cicciottina, non è magra.
E' frustrata dal modello estetico imperante e inavvicinabile, la "figa secca" (scusate, ma è la definizione più appropriata). Si affanna per essere qualcosa di diverso da quello che è, per piacere e sentirsi oggetto di attenzione emotiva.
...ma (e questo è il motivo per cui non mi interessa diventare anche solo esteticamente, quello che non sono) qualunque cosa ci porti ad apparire diversi da quello che siamo, è destinata a produrre continui fallimenti e sensazioni di sconfitta.
[nota: non sto dicendo che dovremmo tutti diventare obesi e lasciarci andare, sto dicendo che io posso entrare in una 40, ma per farlo devo stare molto male e durerebbe molto poco, giacché per costituzione tendo ad una 44. Quindi cura di sé, ma soprattutto cura "del sè"]
Bridget viene umiliata da donne in carriera, bellissime, magrissime e prive di scrupoli. La sua emotività invece è strabordante, il suo mondo affettivo è "morbido", il suo modo di porsi è un po' ingenuo, ma genuino.
Bridget è imperfetta, come tutti. Bridget, come quasi tutte le donne sanno, ha un rapporto distorto con il cibo come elemento di compensazione.
Il suo peso è condizionato dal suo umore3 e dall'accettazione di ritorno dai suoi rapporti emotivi (il suo profilo, anche analizzando l'elemento sessuale, ha delle tendenze bulimiche).
...ma il vero amore (per favore, non intonatelo alla shrek che già rido a scriverlo) è quello che la vede non per quello che cerca di essere, ma per quello che è. Ed è per questo che la ama.
E qui c'è la rivincita delle persone normali contro le fighe secche: come poteva non avere successo un film come questo? Una sceneggiatura che è riuscita a rendermi simpatico persino Hugh Grant .
Posso solo dire che ogni volta che lo guardo accompagno la visione con un bicchiere di vino e questo inverno (subito dopo il ritorno nel mondo dei single) lo mettevo spesso come sottofondo mentre mi occupavo delle varie faccende domestiche o mentre cucinavo.
La colonna musicale è buona (ahhh, sospiro, riacoltare respect e le altre) e tutto sommato ilf ilm è una bella favoletta che mette il buon umore.
nota: questo post non è una guerra alle magre. essere magra non significa necessariamente essere "figa secca", la qual cosa è invece uno stato mentale.
disservizio nius
il blog tornerà del suo violetto nature quando avrò messo mano al template e l'avrò reso correttamente funzionante. prima di allora teniamoci questo bianco.
E' da sempre che ho questa visione della cosa, ma siccome adoro le truffe ben fatte
in fondo mi sono affezionata a questo personaggio.
Ho letto con voracità i due libri e sono stata contentissima nel vedere il film. Anzi, il
film l'ho visto così tante volte da saperlo ormai a memoria. E poi c'è quel
gran pezzo di maschietto che è Colin Firth che mi shakera gli ormoni. Non
quanto Rupert Everett, ma comunque da' loro un po' di movimento.
E lei, Renée Zellweger , 44 abbondante da tutti i lati (il fatto che
cerchino di far passare per cicciottina una che è invece solo sovrappeso è
una pura crudeltà) e delle espressioni veramente da caricatura.
Ebbene, sia nel libro che nel film Bridget non è una perdente. E non è una
fallita. Per niente.
Ha 32 anni e vive da sola nella City. E solo chiunque si sia un minimo
aggiornato sui prezzi, anche solo degli affitti, a Londra può capire perché,
per rendere vera una condizione del genere, non è sufficiente uno stipendio
di impiegata standard.
E poi, comunque, lei è la proprietaria dell'appartamento (lo ammetto, qui c'è del rancore inespresso, sapete, sto cercando casa ;).
Esticazzi (non ce lo vogliamo mettere?).
E' laureata, ha un buon impiego (vedi punto precedente) ed è inserita in un
giro molto cool, fatto di GGGente giusta (leggi: in ottime posizioni sociali), di party, di generazioni
intrecciate e di legami amicali tra figli di amici. In una parola:
socialmente inserita. Certo, forse non quella brillante del gruppo. Ma
paragonate a lei sfigurerebbero molte reginette dei gruppi sociali meno
"perbene".
E' conformista (si badi che io non fornisco alla parola un'accezione
necessariamente negativa. ho visto tanto di quel conformismo-anticonformista
da averne un po' la nausea), anche nei vizi che la classe sociale cui
appartiene si concede.
Adesso fa figo dire che si beve un sacco (fino a rotolare giù da un taxi
come uno scaricatore di porto come nel primo film): io sono single,
frequento single eppure non mi è mai capitato...eppure non tutte le persone
che frequento possono dirsi "prive di eccessi". Anzi.
Bridget ha comunque un buon impiego, come dicevamo, che si trova a cambiare
perché ahilei è andata a letto con il capo.
Io ho avuto un capo che ogni volta che rimaneva da solo con me o mi invitava
a mangiare con lui (mai accettato) o mi faceva comunque sentire a disagio.
Eppure da li' sono scappata a gambe levate appena ho potuto. E per me il
lavoro non è superfluo, o meglio non è superfluo lo stipendio.
Bridget sbaglia (ma sbagliamo tutti) e ritrova la felicità quando rientra
nei binari del gruppo cui appartiene (quando cioè si avvicina al fidanzato che sua mamma aveva scelto per lei).
Quindi, tutto considerato, Brifget non è una rivoluzionaria del sesso o una paladina dei diritti femminili.
E' una giovane donna, in alcuni momenti un po' sfigatella, ma tutto sommato nulla di stravolgente.
E non voglio con questo convincere tutte le donzelle, una per una, che essere Bridget non deve essere poi coì male.
Sono però fermamente convinta che ciascuna brutta giornata se ne vada poi così come è arrivata. Quindi, mi raccomando, ricordatevi di sorridere a voi stesse!
L'argomento serie solleticato da restodelmondo negli ultimi giorni lo discuterò più avanti, perché mi sfugge qualche titolo che pure deve essere stato fondamentale. In ogni caso mi stupisce vedere quante persone abbiano il mio stesso patrimonio televisivo, non solo quello infantile :)
la resa di 5 euro
No, non temete. non parto con la filippica della disastrosa economia, degli speculatori e degli sciacalli e delle mie proposte invero un po' dittatoriali. No.
Parlo di quanto mi sono divertita ieri sera bevendo una pinta di guinness (5 €) con un gruppo di persone del quale non faccio parte, ma nel quale mi sono trovata comoda e a mio agio come sul vecchio divano di casa.
E scusate se è poco. Appena ricevo le foto (certamente memorabile quella del trenino dell'aMMore dei massaggi, ma è una cosa luuunga da spiegare ;) le metto qui.
giro, rigiro. ciclo, riciclo.
Eh, si'. L'innaturale voracità e la tensione sottopelle che avverto mi fanno capire che, nonostante le ovaie non abbiano ancora telegrafato la notizia, il cosiddetto ciclo mestruale stia tornando alla carica.
Pochi pudori. Se siete donne sapete di cosa sto parlando. Se siete uomini subitelo, per una volta, poiché a me tocca praticamente* tutti i mesi.
Quando avevo un fidanzato ufficiale da intimorire, ai primi segnali psicofisici del ciclo ero solita ricordargli (ma in realtà bastavano un accenno, uno sguardo pieno di cupidigia verso i coltelli, e cose così, insomma) una storia vera, della quale non so adesso riportarvi la fonte.
In Inghilterra, sette anni fa piu' o meno (o forse poco piu') una donna è stata processata per aver investito nel box, anzi, RIPETUTAMENTE investito davanti al box di casa, il suo fidanzato.
L'accusa chiedeva il massimo della pena, la difesa è riuscita a dimostrare che quella donna aveva agito in preda ad una tempesta ormonale così forte da sconvolgere qualunque capacità di intendere e volere. Sicché la donna fu scarcerata e riconosciuta non colpevole per sindrome mestruale.
Adesso, se un uomo che magari non conosco si trovasse ad alludere al mio caratteraccio cercando di giustificarlo con un presunto ciclo potrebbe finire da me fucilato, indipendentemente dalla fase ovulatoria in cui mi trovassi.
Se invece il mio ex fidanzato, il mio ex amichetto (vedi post recente) mi osservassero qualche secondo e mi chiedessero: "sta arrivando il ciclo?" lo troverei un tributo alle mie sofferenze, giacché il ciclo che mi infesta serve ad assolvere un dovere evolutivo (ok, ok, io nemmeno l'ho assolto) che non è solo delle donne.
Ho quindi educato gli uomini che fanno parte della mia vita (ex fidanzato, fratello padre, amici tutti) a rispettare gli scatti di nervi e gli attacchi di fame che mi pigliano quando mi sento lacerare dall'interno come da ganci di un macellaio sadico.
Ordunque, tutto questo popo' di post, per dire che: i biscottini walkers (gli scottishbread) 2 al giorno da sabato, la focaccia di ieri mentre tornavo a casa, il pezzo di pizza di lunedì, le schifezze di domenica e il gelato di oggi non li ho mangiate per volontà mia, ma per...aehm...supportare l'evoluzione della specie (se vado avanti così di certo non la mia...).
Insomma, il vecchio detto non lo fo' per amor mio, ma lo fo' per amor di Dio"...
Grazie koan !!!
Mi hai dato l'input che cercavo e di cui avevo bisogno.
Andrò a farmi un we lungo a Parigi. Ecco.
Questione Irlandese I I - per cominciare
Vi consiglio un libro per cominciare. Ed è il libro di un inglese. Non è il massimo in quanto a rigore, ma elenca i fatti e li ordina cronologicamente.
Scoprirete chi era Guglielmo d'Orange e capirete perché Derry porta i segni della violenza passata. Capirete percé il fatto che nel 2004 siamo ancora qui a parlare di una vera e propria colonia nel nord Europa sia fortemente voluto e promosso dall'Inghilterra. Vi chiederete cosa ci guadagnino gli inglesi e vi stupirete a pensare quanto quei piccoli 20 km segnino una sanguinosa distanza. Odierete chi ha avuto la possibilità di cambiare le cose e non lo ha fatto. E soprattutto vi chiederete cosa fare oggi.
Robert KEE, Storia dell'Irlanda. Un'eredità rischiosa
Prossimamente, gli altri titoli.
23 settembre 2004 / 28 settembre 2004
Questo blog sarà chiuso per ferie: Irlanda, I will be there!!!
Alcuni non avevano pensieri di vittoria,
ma erano andati a morire
perché lo spirito dell'Irlanda fosse più grande
e il suo cuore si elevasse in alto.
Eppure, chissà cosa deve ancora accadere.
W.B. Yeats
Non parlo delle disavventure odierne perché sarebbe ripetitivo. Dico solo che ho fatto un bellissimo sogno, nel quale io e un mio amico (A) ci mettevamo insieme e il cuore mi batteva all'impazzata nel baciarlo.
Mi sono svegliata pensando all'ora (e al fatto che non avevo puntato la sveglia). Sono arrivata in ufficio alle 8e35.
Nell'entrare i ufficio ho rotto il portachiavi di marmo irlandese. Quando sono andata a fare una denuncia alla polizia postale ho scoperto che quello che avevo nominato come sospettato n.ro 1 è un quasi amico del poliziotto (invero molto, molto carino) che ha raccolto la mia querela. Tornata in ufficio ho scoperto di avere un lavoro 3 volte maggiore del previsto con scadenza domattina.
E ieri mì è successa una cosa strana.
In amicizia (amico B, diverso da quello del sogno) si possono prendere 2 di picche per relazioni amicali? Cioè, nei rapporti tra amici già abastanza consolidati può esserci una strana, ma apparentemente immotivata, rottura?
Accidenti dell'era moderna
Questa sera, mentre ero impegnata ad oziare via internet aspettando che la cena fosse pronta, un urlo sollecito di mia madre mi ha riportata alla realtà climatica milanese.
Il fresco ha iniziato ad imporsi ed uno strano rossore ha invaso il cielo.
ArcobalenI. Si', perché dal nostro piccolo appartamento al secondo piano (no ascensore) in zona Niguarda, si gode di uno splendido scorcio. Il palazzo di fronte era "coperto" da due arcobaleni. Bellissimi. La frenesia del momento e la voglia di godere anche in seguito della bella visione mi hanno portata a gettarmi nell'armadio alla "ricerca della macchina fotografica perduta". Ovviamente nel tentativo di caricare il rullino nuovo ho bruciato quel che c'era dentro (...ma che c'era, poi???).
Alla fine ho mandato tutto a quel paese. In fondo quel che mi piaceva era l'atmosfera. E cosi' mi sono goduta il momento, il rosso del cielo e i due arcobaleni. L'odore pungente dell'erba bagnata, il riflesso oro delle grondaie della scuola di fronte, il silenzio dei motorini fermi in sosta chissa' dove, il frizzare della pioggia sul cemento e sul porfido, le iccole pozze d'acqua sul tetto della custode e gli uccellini a ripararsi sui davanzali.
Ovviamente alla fine qualche scatto l'ho fatto. Siccome sono della schiera degli "out" non ho la digitale e quindi per far comparire qui le mie foto dovrei stamparle, scannerizzarle, etc.
Non so nemmeno se verranno, ma i miei due arcobaleni erano proprio belli.
Disservizio nius
Le ripetute, recenti, cadute con la mia potente motoretta (honda sh 150 rossa) hanno provocato una bella ferita ancora aperta sul palmo della mano e lo stiramento di robe che servono a muoverla.
Pertanto, dieci giorni di braccio al collo e riposo assoluto, aulin come caramelle e coccole, please ;)
Le reazioni della sacra famigghia:
- papà --> portami TUTTE le chiavi e non toccare mai più quel motorino;
- fratello ---> dovremmo "abbattere" quello scooter, come si fa con i cavalli;
- mamma --> la prima volta che lo parcheggi sotto casa pago qualcuno perché te lo distrugga!
- nonna --> finiscilo (vendilo) prima che lui finisca te.
- sorella --> se mi paghi posso fare io le cose che non riesci a fare con la mano conciata così.
Tra gli amici solidarietà, tranne Luca (che non capisce la mia passione) e Paolo. Paolo, colto da dovere di amico minore, mi manda via sms il seguente pensiero:
"non c'è speranza, tu e i mezzi di locomozione siete due cose diverse. Liberati di quel coso a due ruote. te lo compro io piuttosto.".
Che dire? vi voglio bene ^_^
Lunedì? dove si firma per arrivare al 30 luglio?
Le Nebbie di Avalon (in TV) non mi è piaciuto. Non l'ho visto tutto, va detto per onestà, ma quel che ho visto fin quasi a mezzanotte non mi ha convinta a restare per il resto. Certo, ho la Vhs e chissa' che prima o poi non ceda e finisca per riguardarlo e magari finirlo. Però la vedo dura.
Igraine, Morgause, Viviana. Tre sorelle che servono lo stesso ideale in modi così diversi. E nel film questo non viene sfiorato.
Morgana e Ginevra. due donne che sono agli antipodi, due donne che per un breve momento si sfiorano. Due donne che vivono incatenate da ruoli che non hanno scelto. ...ma l'ideale di cui ti corazzi giustifica solo in parte la vita che vivrai. E così nel libro, parteggiare per Morgana anche quando è spietata è facile. Quando perde l'unico essere che abbia amato come una figlia, quando si sente umiliata dal rifiuto di Lancillotto, quando soffre per la fine di un mondo di cui fa parte.
Un altro punto che nel libro fornisce un forte appiglio emotivo è quello del rapporto tra Morgana e sua madre. Quando Morgana è persa nel bosco fatato e Igraine muore, il livello drammatico nel libro è notevole. Una madre che sa di aver sbagliato, di aver tradito la propria figlia, muore maledicendo chi l'ha condotta a morire da sola, nel letto della religione del nemico.
Il libro è così pieno di riferimenti agli abusi cristiano-cattolici che il film nemmeno sfiora.
Le Nebbie di Avalon parla di un mondo, di un tempo. Di un respito che ha dell'esoterico. E nel film, quest'atmosfera nemmeno si immagina. Il pozzo sacro ridotto a baracchino CB (c'è un problema? corri a urlare nel pozzo sacro!). La sacralità della vita, dell'esistenza indipendente dal qui e ora, il prezioso ripetersi di ritmi, rituali, successioni che scandiscono la vita tutta.
L'essere alieni in un mondo che prima era il tuo, essere in un posto, in un ruolo, ma voler vivere un'altra vita. L'amore di Artù per Lancillotto e per Morgana? niente. Eh si' che nel libro questo povero cristo a livello emotivo è messo male! Sarà pure il grande Re, ma è innamorato del suo più caro amico, la donna che piu' abbia amato è sua sorella (amato in senso biblico); sposa una donna che lo allontana dalle sue origini, imponendo a lui e alla corte un cristianesimo fatto di peccato e di rinuncia (la nuora per antonomasia, insomma) e quando scopre di avere un figlio trova in questi un nemico...
Niente, nel film nulla.
Concordo con restodelmondo. Cast sbilanciato (il fatto che il libro parli di donne non si deve al fatto che gli uomini sono idioti o poco prestanti....).
Adesso penso un po' ad un ipotetico cast, di certo gente migliore se ne poteva trovare. Certo, almeno Viviana sembrava giusta.
ovvia-mente
dire che mi sta succedendo di tutto, quasi a compensare la megabotta di fortuna che ho avuto ieri (citando leggi di Murphy o sceneggiature di film, tipo Bridget Jones), sarebbe riduttivo e anche banale.
anche perché se la sfiga è direttamente proporzionale alla fortuna siamo messi molto, molto male.
Comunque anche oggi è venerdì. Il libro di questo impiegatizio fine settimana non so quale sarà. Per ora non saprei nemmeno scrivere il mio lunghissimo nome per intero, pertanto credo che mi butterò sulla biografia di Brendan Behan dalla quale è stato tratto questo bellissimo film.
Oppure "La scoperta dell'Irlanda di bar in bar" che ammicca dal mio comodino da troppo tempo.
Ringrazio il cielo per l'uscita di Dreyer in DVD. Anche questa deve essere annoverata tra le botte di fortuna della settimana. Quello che non fatico a considerare tra i miei tre/ cinque registi preferiti esce, il 7 luglio, con uno dei miei film preferiti: questo.

Non perdetelo. Dire che merita è dire poco. E non dimenticate di farmi sapere, poi, che ne pensate :)
non c'è quattro senza cinque
ieri sono caduta anche al ritorno. non ho parole e non voglio descrivervi ulteriormente.
Saluto il pave' dell'incrocio di via farini con piazza "senonsbaglio" lega lombarda, i due motociclisti che hanno sollevato la moto dal mio piede sx, il carrozziere che non mi ha ancora chiamata per farmi il preventivo e il livido sulla chiappa sx.
SI'!!!
si', si', si'.
grazie.grazie.grazie.grazie.grazie.
il nome di questo blog è inappropriato perché questa cosa è andata troppo bene. altro che sfiga. e se non fosse stato cosi' per me sarebbe stato un disastro.
si'. e ancora si'.
(fine criptopost)
08:35 am.
Box.
Niguarda, Milano.
scena:
Lei si affretta a prendere le chiavi e a spostare il motorino fuori dal box (rosso).
Chiude. Avvia il motore e si muove verso l'uscita.
Apre il cancello.
Parte un'involontaria accelerata. Cerca di non perdere il controllo. Si aggrappa come un polpo all'acceleratore.
Il motorino schizza in avanti offeso. balza sulla salitina e disarciona l'intrepida che finisce a terra e si semidistrugge la mano sinistra.
cronista: Peccato, poteva essere una buona partenza.
vicino: quando lei fa manovra per tornare indietro a raccogliere i pezzi un gentilissimo ragazzo le fornisce indicazioni da una finestra del vicino grattacielo.
questioni aperte: Adesso quanto mi costeranno i danni? E perché non ho un amico carrozziere?